Gesù confido in Te! - La Divina Misericordia

La Coroncina della Divina Misericordia
« Recita continuamente la coroncina che ti ho insegnato. Chiunque la reciterà, otterrà tanta Misericordia nell'ora della morte. I sacerdoti la consiglieranno ai peccatori come ultima tavola di salvezza; anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia dalla Mia infinita Misericordia. Desidero che tutto il mondo conosca la Mia Misericordia. Desidero concedere grazie inimmaginabili alle anime, che hanno fiducia nella Mia Misericordia »(Diario, settembre 1936)

«Nell'ora della morte difenderò come Mia gloria ogni anima che reciterà questa coroncina, oppure altri la reciteranno vicino ad un agonizzante, ed otterranno per l'agonizzante lo stesso perdono. Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina, si placa l'ira di Dio e l'imperscrutabile Misericordia avvolge l'anima e si commuovono le viscere della Mia Misericordia, per la dolorosa Passione di Mio Figlio»(Diario, 11 dicembre 1936)

«Oh! che grandi grazie concederò alle anime che reciteranno questa coroncina: le viscere della Mia Misericordia s'inteneriscono per coloro che recitano la coroncina. Scrivi queste parole, figlia Mia, parla al mondo della Mia Misericordia. Che conosca tutta l'umanità la Mia insondabile Misericordia. Questo è un segno per gli ultimi tempi, dopo i quali arriverà il giorno della giustizia. Fintanto che c’è tempo ricorrano alla sorgente della Mia Misericordia, approfittino del Sangue e Acqua scaturiti per loro».(Diario, 23 dicembre 1936)

Il Sacro Cuore di Gesù

«Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio amore onnipotente concederà la grazia della penitenza finale a tutti coloro che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi di seguito. Essi non morranno nella mia disgrazia. Ne’ senza aver ricevuto i santi sacramenti, e in quegli ultimi momenti il mio cuore sarà loro un sicuro asilo».

Gesù Amore

SOPPORTARE TUTTO PER LA VITA ETERNA
PAROLE DEL SIGNORE: Figlio, non lasciarti abbattere dal peso dei compiti che ti sei assunto per amor mio né, per alcun motivo, t'abbattano mai le tribolazioni; ma in ogni circostanza ti fortifichi e ti consoli la mia promessa. Io basto a ricompensarti oltre ogni limite e misura. Quaggiù non durerà a lungo il tuo travaglio né sarai per sempre oppresso da dolori. Aspetta un po' e vedrai finire d'un tratto i tuoi mali. Verrà l'ora in cui ogni travaglio ed ogni agitazione cesseranno. È poco e di breve durata tutto ciò che passa con il tempo. Compi i doveri del tuo stato; lavora fedelmente nella mia vigna; Io sarò la tua ricompensa. Scrivi, leggi, canta, sospira, taci, prega, sopporta virilmente le avversità: di tutte codeste e d'altre maggiori battaglie è ben degna la vita eterna. Verrà la pace in un determinato giorno, che è noto al Signore; e non ci sarà notte né giorno come di codesto vostro tempo, ma luce perpetua, chiarita infinita, pace stabile, riposo sicuro. Non dirai, allora: "Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?" (Rm 7,24). Né griderai: "Ahimè, il mio esilio s'è prolungato!" (Sal 119,5). Ché, la morte sarà cacciata nell'abisso e la salvezza sarà per sempre; più nessuna angustia, ma gioia beata e compagnia soave e gloriosa dei Beati. Oh!, se tu vedessi le eterne corone dei Santi in Cielo. E di quanta gloria esultano ora essi, che un tempo erano ritenuti in codesto mondo spregevoli e quasi immeritevoli perfino di vivere! Senza dubbio, ti prosterneresti subito fino a terra e desidereresti essere sottomesso a tutti, piuttosto che comandare anche ad un uomo solo; Né desidereresti trascorrere giorni lieti in codesta vita, ma godresti di soffrire per amore di Dio e stimeresti come il più grande guadagno essere considerato un nulla tra gli uomini. Oh! se tu gustassi queste verità e se esse ti penetrassero in fondo al cuore, come oseresti lamentarti anche una sola volta? Per la vita eterna non si devono forse sopportare tutte le tribolazioni? Non è cosa di poca importanza perdere o guadagnare il Regno di Dio. Solleva, dunque, il tuo volto al Cielo. Eccomi, insieme con tutti i miei Santi, i quali hanno sostenuto la loro grande battaglia in codesto mondo: ora sono nella gioia, ora ricevono consolazione, ora sono sicuri, ora riposano; e rimarranno con me nel Regno del Padre mio, per sempre. (L'imitazione di Cristo)

La Passione di Nostro Signore

La Via Crucis

Altre devozioni

Santa Teresa di Lisieux

Se Dio ci regalasse l'intero universo con tutti i suoi tesori, tutto ciò non sarebbe paragonabile alla più lieve sofferenza. Che grazia quando al mattino non ci sentiamo un briciolo di coraggio, un briciolo di forza per praticare la virtù! Allora è il momento di mettere la scure alla radice dell'albero (Mt. 3, 10). Invece di perdere il tempo a racimolare qualche povera pagliuzza, affondiamo le mani nei diamanti!

Che grande fortuna essere umiliati! È la sola strada che conduce alla santità.

Quante anime arriverebbero alla santità se fossero ben dirette! Lo so bene, il Signore non ha bisogno di nessuno per far l'opera sua, ma, come permette a un giardiniere abile di coltivare piante rare e delicate e gli dà le cognizioni necessarie per far ciò, riservando a sé la cura di fecondarle, così Gesù vuole essere aiutato nella sua divina cultura delle anime.

Beata Chiara "Luce" Badano

Racconta Maria Teresa: «Un giorno le chiedo: "Con gli amici al bar, ti capita di parlare di Gesù, cerchi di far passare qualcosa di Dio?". E lei con naturalezza mi risponde: "No, non parlo di Dio". La guardo e dico: "Ma come, ti fai sfuggire le occasioni?". E lei: "Non conta tanto parlare di Dio. Io lo devo dare ».

Un altro episodio, raccontato da Maria Teresa: «Le saltavano le vene, a furia di flebo. Il professore le aveva mandato l'infermíera migliore. Anche quest'ultima non riusciva nell'intento, ma non si dava per vinta. Scoprì una vena ancora buona, sul pollice; una vena piccola, che rischiava di rompersi da un momento all'altro. Disse a Chiara: "Dovrai collaborare, restare immobile. Se muovi il dito, l'ago salta e non possiamo fare la terapia". Quell'ago pareva una farfalla. Chiara per tre giorni rimase immobile. Una di quelle sere disse: "Per me è una piccola prova, anche se mi fa proprio male e mi viene l'istinto di muovere il dito. Ma allora, per vincere questa tentazione, mi dico che quella farfalla è una delle spine che Gesù aveva sul capo"». Rifiuta persino la morfina: «Toglie la lucidità, e io posso offrire a Gesù solo il dolore. M'è rimasto solo questo. Se non sono lucida, che senso ha la mia vita?».

«Se lo vuoi tu, Gesù, lo voglio anch'io»

«Se dovessi scegliere tra camminare o andare in paradiso, sceglierei senza esitazione: andare in paradiso. Ormai mi interessa solo quello... Sto attenta a dirlo, però, perché magari pensano che voglio andarmene per non soffrire più. Ma non è così. Io voglio andare da Gesù».

Chiara Luce si aggrava, sopraggiungono crisi respiratorie e segni di soffocamento. Confida alla mamma una mattina: «Ieri sera ero felice perché ho potuto offrire ancora qualcosa». E in un altro momento: «Pensi che sia un falso allarme? Partirò?». Le risponde Maria Teresa: «Per partire ci vuole il tempo di Dio. Ma stai tranquilla: hai la valigia pronta, piena di atti d'amore». E Chiara Luce: «Pensi che mi verrà incontro la nonna?». La mamma: «Prima ci sarà Maria, che t'accoglierà a braccia aperte». E la giovane Badano: «Zitta, non dirmi niente che mi togli la sorpresa».

«Mentre mi preparerai sul letto di morte, mamma, dovrai sempre ripetere: "Ora Chiara Luce vede Gesù"».

Giulia Gabrieli

«Io ora so che la mia storia può finire solo in due modi: o, grazie a un miracolo, con la completa guarigione, che io chiedo al Signore perché ho tanti progetti da realizzare. E li vorrei realizzare proprio io. Oppure incontro al Signore, che è una bellissima cosa. Sono entrambi due bei finali. L'importante è che, come dice la beata Chiara Luce, sia fatta la volontà di Dio»

«Il fatto è che la gente ha paura della malattia, della sofferenza. Ci sono molti malati che restano soli, tutti i loro amici spariscono, spaventati. Non bisogna avere paura! Se gli altri ci stanno vicino, ci vengono accanto, ci mettono una mano sulla spalla e ci dicono "Dai che ce la fai!", è quello che ci dà la forza di andare avanti. Se questo non succede ti chiedi: perché vanno così lontano? Se hanno paura, allora devo temere anch'io… Perché dovrei lottare per la guarigione se nessuno mi sta accanto?»

Con la malattia, ho cominciato a pensare alla morte. Non avevo paura di questa cosa... Se dovrà accadere, posso dire che per me è uguale. Certo, mi piacerebbe vivere una vita lunga, realizzare tutti i miei sogni. Però io la morte la vedo come una bella cosa, non ho più paura di morire grazie a Chiara Luce Badano. So che dopo la morte c’è il Signore, ritorno da lui. Lui è tanto buono, mi prende tra le sue braccia. C’è la Madonnina. Che bello conoscerli! Non vedo l’ora di vederli, di poterli conoscere e dirgli grazie per tutto quello che fanno per me. Mi piacerebbe, quando dovrà accadere, se accadrà, vorrei che il Signore mi ricevesse per quella che sono, Giulia Gabrieli. Però, siccome a me piace essere sempre bella elegante, vorrei essere bella, elegante, ma quella che sono. Voglio il vestito che ho indossato alla comunione di Davide, che è tanto bello e mi sta tanto bene. Poì in testa, sono un po’ indecisa se una parrucca o una bandana. Voglio che lui mi riceva per quella che sono. Ci vorrebbe proprio una bandana, sì una bandana bianca. Un bouquet di fiori: quattro lilium, fiori da sposa, una rosa rossa al centro. La mia coroncina del beato Papa Giovanni Paolo II e poi sono a posto: niente trucco, niente di niente. Niente borsa, niente lustrini, così, semplice. Solo con la mia coroncina al collo e basta. Niente bracciali. A parte quello che mi ha regalato Marija di Medjugorje. Basta, solo questo mi serve. Quando si è in Paradiso si prega tutto il giorno, dicono. Dovrei un po’ abituarmici a questa cosa, perché non ne ho tanta voglia, però va beh, le cose verran da sé... E po se si devono mettere le scarpe, voglio le ballerine bianche. Se invece non c’è bisogno, a piedi nudi, piedi nudi per essere a stretto contatto col pavimento che ci sarà. lo mi immagino un pavimento pieno di nuvole. Non vi viene voglia di camminarci a piedi nudi? Eh, eh... Tutto morbido, che ci sprofondi dentro. Ci salti. Di qua, di là, di sù, di giù. Un Paradiso come quello che disegnano nei cartoni animati. Io, il Paradiso, ecco, me lo immagino come: avete presente l’era glaciale? Quello, quando trova la ghianda enorme. che ci sono tutte queste nuvole rosa, questo mega cancello dorato. Così, questo mega cancello dorato e tu, a piedi nudi, apri il cancello... Oh, è bellissimo...

Suor Maria D'Agreda

«Figlia mia, il mondo è così bisognoso di questi insegnamenti perché non conosce né porta a Dio onnipotente la dovuta riverenza. Per siffatta ignoranza l'audacia dei mortali provoca la Giustizia, che li affligge ed opprime, e, non sapendo cercare il rimedio né vedere con la luce, restano nell'oblio e nelle tenebre. Ciò deriva dalla mancanza di timore e di riverenza che invece dovrebbero avere»

San Giovanni Bosco

«... In quel momento vidi accanto a lui una Donna di aspetto maestoso, vestita di un manto che splendeva da tutte le parti, come se ogni punto fosse una fulgidissima stella. Vedendomi sempre più confuso, mi accennò di avvicinarmi a lei, mi prese con bontà per mano e mi disse: — Guarda.
Guardai e mi accorsi che quei ragazzi erano tutti scomparsi. Al loro posto c’era una moltitudine di capretti, cani, gatti, orsi e parecchi altri animali. — Ecco il tuo campo — ripigliò quella Signora —, ecco dove devi lavorare. Renditi umile, forte e robusto, e ciò che ora vedrai succedere di questi animali tu dovrai farlo per i miei figli. Volsi allora lo sguardo ed ecco che al posto di animali feroci, comparvero altrettanti agnelli mansueti, che saltellavano, corre vano, belavano come per far festa a quell’Uomo e a quella Signora. Allora, sempre nel sogno, mi misi a piangere e pregai quella Signora che parlasse in modo da poter capire. Ella mi pose la mano sul capo dicendomi: — A suo tempo, tutto comprenderai.»

Sappi che la via che hai percorso tra le rose e le spine significa la cura che tu hai da prenderti della gioventù: tu vi devi camminare con le scarpe della mortificazione. Le spine per terra rappresentano le affezioni sensibili, le simpatie e le antipatie umane che distraggono l'educatore e lo distolgono dal vero fine, lo feriscono, lo arrestano nella sua missione, gli impediscono di raccogliere meriti per la vita eterna. Le rose sono simbolo della carità ardente che deve distinguere te e tutti i tuoi coadiutori. Le altre spine significano gli ostacoli, i patimenti, i dispiaceri che vi toccheranno. Ma non vi perdete di coraggio. Con la carità e la mortificazione tutto supererete e giungerete alle rose senza spine.

Santa Gemma Galgani

«... un giorno, dopo la comunione domandai a Gesù perché non mi prendesse in Paradiso. "Figlia" mi rispose, "perché nel tempo della tua vita ti darò tante occasioni di merito maggiore, raddoppiando in te il desiderio del cielo, dandoti la grazia di sopportare con pazienza anche la vita" ».

«Se tutti gli uomini si studiassero di conoscere e di amare Dio, questo mondo si cangerebbe in un paradiso»

«O Paradiso!... E tanto che ti desidero... Un desiderio che mai non tormenta; una sazietà che mai viene a noia! Non sei tu, o Gesù, che mi hai messo questo desiderio? Ma sarò fatta degna di vedere (o Paradiso) le tue fondamenta? Di vedere le tue sante mura? Di vedere i tuoi abitatori, il tuo re? Mi raccomando a voi, angeli santi; a te, angelo mio; aprimi la porta, lasciami entrare...».

«Io cerco sempre Gesù: cerco di promuovere sempre la sua gloria, di non amare altro che l'amor suo».

«Ho bisogno di anime che mi rechino tanta consolazione, quanto tante creature mi dànno dolore. Ho bisogno di vittime e vittime forti. Per calmare l'ira giusta e divina del mio celeste Padre, mi occorrono anime che con i loro patimenti, tribolazioni e disagi, suppliscano ai peccatori e agli ingrati. Oh, potessi far capire a tutti quanto il mio Padre celeste sia sdegnato col mondo! Nulla più vale a trattenerlo. Sta preparando un gran castigo sopra tutto il genere umano. Quante volte ho tentato di placarlo! La vista della mia croce e dei miei patimenti più non lo trattiene. Quante volte l'ho trattenuto presentandogli un gruppo di anime care e di vittime forti! Le loro penitenze, i loro disagi, i loro atti eroici l'hanno trattenuto. Ora pure per calmarlo gli ho presentato dette anime ed egli: "No, non posso più: queste anime non possono supplire a tanto... Sono poche"»

Beata Anna Caterina Emmerick

Beata Alexandrina Costa

«... - Non tardate a far conoscere quanto Io ho detto circa l'Eucarestia: non vi è altra medicina. È da Essa che na­scono i parafulmini per allontanare la giustizia divina... - »

«L'anima fedele non teme la croce; la prende, l'abbraccia, l'accarezza, la porta per amore. Le spine con cui Gesù adorna le sue crocifisse sulla terra si trasformeranno in cielo in petali delle rose più belle. ... Di' a tua sorella che ti accompagna nei tuoi dolori, di' a tutti coloro che ti aiutano a salire il tuo doloroso calvario, che saranno per loro le prime benedizioni, le prime grazie..»

«È grande il numero delle anime chiamate, ma tanto esiguo quello delle anime perseveranti e fedeli all'invito divino. Sai perché? Perché sono pochi i miei discepoli i quali compren­dono questa vita divina; sono pochi che le sanno guidare e sostenere fino a che arrivino a Me. Ad alcune tagliano le radici; le buttano a terra e sovente hanno gravi cadute... Altre dalla loro malizia sono portate per vie sbagliate. Altre le condannano, dicendo che è falso ciò che è reale, o che è umano ciò che è divino.»

«Ricevi, figlia mia, il sangue che genera le vergini, dà purezza, grazia e amore. È la vita divina che do alle mie spose più amate... Dónati alle anime: per salvarle ti ho affidato il mondo; ed egli non corrisponde... Son tanto poche le anime che mi amano; sono tanto poche quelle che praticano la pietà come dovrebbero; sono tanto poche quelle che sanno soffrire bene, che conoscono il valore della loro croce e la amano; è grande invece il numero di quelle che mi offendono; vi è tanta malizia; sta scomparendo dal mondo la castità. Ripara, figlia mia...; soffri contenta, soffri con Me.»

Serva di Dio Suor Consolata Betrone

«Tu ti affanni per troppe cose; una cosa sola ti è necessaria: amarmi!»

«Consolata, ho bisogno di vittime, il mondo si perde e Io lo voglio salvare. Consolata, un giorno il demonio ha giurato di perderti ed Io di salvarti. Chi ha vinto?... Ebbene, ha giurato di perdere anche d mondo ed Io giuro di salvarlo, e lo salverò col trionfo della mia Misericordia e del mio Amore. Si, salverò il mondo con l’Amore misericordioso, scrivilo.»

«Gesù, Maria, vi amo, salvate anime.»

Santa Brigida di Svezia

«Io sono la Regina del cielo. Bisogna cercare con cura il modo in cui lodarmi. Siate certi che qualsiasi lode a mio Figlio è una lode anche a me, e che quanti l'onorano onorano anche me. Infatti ci siamo amati vicendevolmente con tanto fervore che siamo stati un cuore solo; egli ha onorato in modo particolare me che ero un semplice vaso di terra, e mi ha esaltata al di sopra degli angeli. »

«Quanto a me, sono la Vergine nel cui seno il Figlio di Dio si è degnato di scendere con la divinità e lo Spirito Santo, senza nessuna malvagia dilettazione corporale. E colui che è il Figlio di Dio eterno è nato dal mio ventre senza rottura, con la divinità e l'umanità, e lo Spirito Santo, con una grande consolazione e senza fatica. Sono rimasta vicino alla croce quando lui dominava l'inferno con grande pazienza, e apriva il cielo con il sangue del suo cuore. In verità ero sulla montagna, quando il Figlio di Dio in persona, che in realtà è Figlio mio, saliva in cielo. Inoltre ho conosciuto con chiarezza tutta la fede cristiana che egli ha insegnato evangelizzando tutti coloro che desiderano entrare in cielo. Dunque rimango sulla terra con la mia assidua preghiera per il mio carissimo Figlio, come l'arco sulle nuvole del cielo, che sembra tendere verso terra e raggiungerla con le estremità. Per questo mi chino verso gli abitanti dell'universo, toccandoli con le due estremità delle mie orazioni, i buoni e i cattivi. Mi abbasso verso i buoni, perché siano costanti e fermi in tutto ciò che la Santa Madre Chiesa comanda, e verso i cattivi, affinché non avanzino nella cattiveria, peggiorando».

Santa Teresa di Los Andes

Tutto di Gesù. Voglio che le mie azioni, i miei desideri, i miei pensieri, portino questo marchio: "Sono di Gesù".

Quando ho inteso la Madre dirmi: "Ami tu il Cristo?". Arrossii per l'emozione e mi zittii, lei mi disse: “Voi non mi rispondete di tutto cuore? "Io le dissi: sarei un mostro se non lo amassi. Gesù è buono per questa umile schiava! Gesù, il tuo amore mi annienta e mi confonde!

Suor Josefa Menendez

«Josefa, sposa e vittima del mio Cuore, ti parlerò della mia Passione, perché sia oggetto costante del tuo pensiero e perché essa apporti alle anime le confidenze del mio Cuore.»

Teresa Neumann

Madre Maria Pierina De Micheli

«Sta tranquilla, non temere il nemico. Tenterà tutti i mezzi per chiuderti il cuore, ma io ti assisterò. - Tu sii sempre candida col Padre e ubbidiente se vuoi riportare vittoria.»

«Soffro per tante anime a me consacrate che si rifiutano di soffrire e non posso fare di loro quanto vorrei. Accetti tu di soffrire in questi giorni con me, grandi patimenti perché io possa dare tanta luce a queste anime sventurate e non venga scacciato...»

Serva di Dio Edvige Carboni

Mentre pregavo mi si presento davanti una scala ove ci erano due angeli ai lati. Uno in mezzo con un tavolino, calamaio e penna ed un gran registro. Tanta gente passava davanti, ma indifferente; pochi si fermavano, prendevano la penna e scrivevano nel registro. In alto a cotesta scala c'era scritto: Buoni del Tesoro; poi un'altra scritta diceva: Diecimila d'interesse per mille in cima alla scala vidi che rimaneva in mezzo il S. Cuore che invitava a salire in alto, ma parecchi, arrivati ad un punto, scendevano indietro. Nel mentre che anch'io facevo le scale, il S. Cuore mi disse: Figlia, dì al tuo conf.re che propaghi i nove venerdì primi del mese, che io dò l'interesse mille per dieci mila.

«Gesù mi disse: Figlia mia, dammi il tuo cuore, dammelo. Ed io: Prendilo, Gesù, e fanne ciò che vuoi. Sai figlia, che a tanti lo chiesi? Chi me lo vuol dare a metà ed è corrotto; io le cose divise non le accetto...»

«Figlia, la maggior parte degli uomini son divenuti sozzi; sozzi come le bestie immonde. Si buttano nelle cloache (sic) putride e puzzolenti. Insultano mio Figlio anche nelle Chiese; le donne spudoratamente mascherate, e nudo il corpo, si presentano nel Sacro Tempio. Le loro preghiere non sono ascoltate, non salgono al trono di Dio, perché fatte da persone nefande. La S. Messa l'ascoltano peccaminosamente, i S. Sacramenti ricevuti malamente. Mio Figlio, nel vedere tanta nefandità, si pente d'aver creato l'uomo, e non vuole ascoltare le loro orazioni; anzi per niente (si) alzano al trono di Dio: un bronzo si è messo fra il cielo e la terra. Dì al tuo conf.re che preghi, e dica alle anime che avvicina, che il mio Figlio è grandemente sdegnato contro il genere umano.»

Santa Gertrude di Helfta

«Sappi, figlia mia, che se un'anima, provata dalle tentazioni, si rifugia in me, è quella colomba. scelta fra mille, della quale parlo nella scrittura "Una est colomba mea, tamquam electa ex millibus, qui in uno oculorum suorum transvulnerat Cor rneum divinum" ; Ella è questa sposa più amata di cui un solo sguardo ferisce il mio cuore, e se fossi impotente a soccorrerla, l'anima mia ne proverebbe un dolore così profondo, che tutte le gioie del Cielo non basterebbero ad addolcirlo. Nella mia Umanità congiunta alla Divinità, i miei diletti trovano un avvocato compassionevole per le loro rinascenti miserie »

« Il cuore dell'uomo è stato creato per contenere le delizie spirituali, come il vaso è stato fatto per contenere l'acqua. Se il vaso colmo lascia sfuggire il liquido da qualche fessura, a poco, a poco si vuoterà e rimarrà asciutto. Così se il cuore che racchiude delizie celesti, le perde attraverso all'accontentamento dei sensi, guardando, o ascoltando quando gli piace, o seguendo la sua cupidigia, lascia evaporare, per così dire, le dolcezze sì rituali e se ne sta vuoto nell'incapacità desolante di trovare la sua gioia in Dio. Tutti possono farne esperienza in se stessi. Quando l'uomo segue le sue tendenze, guardando e ascoltando cose vane e inutili, subito si sente allontanare dai pensieri celesti: è il dolce liquore spirituale che sfugge, come l'acqua dal vaso. Se invece egli resiste generosamente per piacere a Dio, agli allettamenti sensibili, subito sente crescere in sè una segreta gioia intima che sovrabbonda, tanto da non poter più contenerla. Perciò colui che saprà vincere e mortificare la natura, riuscirà a deliziarsi in Dio, e le sue gioie saranno grandi in proporzione dello sforzo fatto per vincersi ».

« Quando un uomo riceve dal suo signore il dono di un ricco frutteto, non può conoscere il gusto dei frutti che produrrà: aspetta la stagione della maturanza. Così quando io diffondo la mia grazia su di un'anima, essa ne gusta la dolcezza soltanto se, con la pratica generosa della virtù, spezza la scorza delle voluttà terrestri e si nutre con la mandorla delle consolazioni interiori »

« Quando l'uomo giunge in fin di vita, le forze l'abbandonano e non può agire che con la volontà. Se la mia gratuita carità gli dona buon volere e santi desideri, ne ritrae vantaggio grande, ma non tale da cancellare tutte le passate negligenze, come se avesse usato sempre della volontà per migliorare la vita, quando era ancora nella pienezza della salute e dello forze »

Beata Elisabetta Canori

«Ah, figlia», mi disse il Signore, «chiedi misericordia e non giustizia! Io non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva».

«Figlia», mi sento dire, «figlia diletta mia, mira le grandi offese che riceve la mia immensità! Se mi ami, offriti a riparare la mia divina giustizia, levami il flagello dalla mia onnipotente mano, che pieno di furore sono sul momento di scaricare sopra questo mondo ingrato. Figlia, io sono la tua ricompensa. Offrirti a patire volontariamente per la mia gloria, e per adempiere la mia volontà. Figlia cara mi sei, e tu puoi placare lo sdegno mio. Eccomi, io sono in tuo aiuto, io sono con te, coraggio, mia cara, coraggio; e se io sono con te, chi sarà contro di te? Chi ti potrà nuocere? chi ti potrà sovrastare? Quanto onore, quanta gloria mi darai col tuo patire! Affatìcati di potermi piacere, fidati nel mio potente aiuto, da’ principio alla forte battaglia».

Sant'Anna Schäffer

"Tutte queste mie lacrime indicano la profonda compassione che provo per mio Figlio, vedendo la sua santissima Carne e il suo preziosissimo Sangue che vengono presi da molti in maniera indegna ". E mi mostrò uno dei tre calici: era quasi pieno di Sangue. Poi mi mostrò il secondo, che conteneva invece dell'acqua, e mi disse: "Quest'acqua indica l'indifferenza, la superficialità, la distrazione con la quale tanti ricevono la Santa Comunione". Poi mi mostrò il terzo calice che conteneva oro splendente e mi disse: "L'oro di questo calice indica le anime pure; i loro cuori splendono come oro, quando il Signore del Cielo e della terra riposa in essi".

Il lunedì di Pentecoste, il 24 maggio 1920, sognai la dolce Madre di Dio. Mi fece vedere una lunga fila di persone e mi disse: 'Prega, offri e soffri molto per queste anime, per la loro conversione! Tutte queste anime devono entrare nel Sacratissimo Cuore di Gesù durante il mese di giugno, a Lui dedicato".

Dalle quattro alle sei del venerdì 19 aprile 1918 sognai di trovarmi in chiesa. Inginocchiata davanti all'altare maggiore, in adorazione di Gesù Eucaristia, pregai a lungo. Improvvisamente divenne tutto luminoso e vidi quel Cuore che ha tanto amato gli uomini avvolto in uno splendore indicibile: da esso uscivano dei raggi di fuoco. Continuai a pregare per raccomandare a Gesù molte anime. Ogni volta che pregavo per un'anima (sia conosciuta che sconosciuta), usciva dal Sacro Cuore un raggio che raggiungeva proprio quell'anima, che anch'io in quel momento potevo vedere. Nel sogno pregavo dicendo: "Gesù mio, misericordia!". D'un tratto mi trovai circondata da tante anime; sembravano tutte abbandonate e mi dicevano: 'Anche per me!' ed erano molte, talmente tante che non riuscivo a vederle tutte e provai una grande angoscia e continuavo a ripetere: "Gesù mio, misericordia!". Ogni volta usciva dal tabernacolo un torrente di luce che sembrava illuminare tutta la terra; poi mi svegliai.

Quando le altre videro questo, cominciarono a chiedere di poter fare la stessa cosa, per cui dissi loro: "Scrivete anche voi tutto ciò che vi manca" e diedi loro foglio e matita. Purtroppo, non potei leggere nulla di quanto avevano scritto, perché i fogli erano tutti grigi. Mentre queste povere anime scrivevano un sacco di cose, io continuavo a recitare giaculatorie per loro e dissi: "Per ognuna di voi che siete qui offro una Santa Comunione" e nel medesimo istante cominciarono a ringraziare e a piangere. Poi dissero che la Santa Comunione, la Santa Messa e il prezioso Sangue di Gesù erano per loro di infinito conforto e sollievo.

Suor Elena Aiello

« Verso le cinque Gesú le diceva: " Figlia mia, ammira come soffro! Ho versato tutto il mio sangue per il mondo ed ora va tutto in rovina; nessuno si avvede delle scelleraggini di cui è ricoperto. Considera l'acerbità del mio dolore per tante ingiurie e disprezzi che ricevo da tanti malvagi e dissoluti". " E che cosa posso fare io, rispondeva Elena, o Gesú mio? Se non Vi fate vedere nessuno mi crederà". Gesú soggiungeva ancora: " Sono tanti peccatori ostinati che determinano la mia giustizia. Non scoraggiarti però, Figlia mia, poiché mi farò vedere verso le ore 13. Dirai al tuo confessore che venerdí verso le ore 13 gli darò un segno ". »

« " I tempi sono gravi. Il mondo è tutto sconvolto perché è diventato peggiore che ai tempi del diluvio. Il materialismo si avanza e continua la sua marcia segnata di sangue, in lotte fratricide. Vi sono segni evidenti e pericolosi per la pace. Il flagello sta passando sul mondo come l'ombra di una nube minacciosa, per testimoniare agli uomini che la giustizia di Dio preme sull'umanità e che la mia potenza di Madre di Dio contiene ancora lo scoppio dell'uragano. Tutto è sospeso come ad un filo: quando questo filo si spezzerà, la Giustizia divina piomberà sul mondo e compirà il suo terribile corso purificatore. Tutte le nazioni saranno punite perché molti sono i peccati che, come una marea di fango, ha ricoperto la terra. Le forze del male sono preparate a scatenarsi in ogni parte del mondo, con aspra violenza. Tremendo sarà lo sconvolgimento per quello che avverrà. ... »

Serva di Dio Luigina Sinapi

Luigina andò allora a chiedere perdono davanti al Tabernacolo e subito «vide» aprirsi la porticina ed uscire Gesù sorridente. Le disse: «Io sto sempre qui dentro e se tu farai sempre quello che ti dirò, io ti farò un giorno santa».

«Da quelli che hanno il cuore puro e mondo Io mi lascio vedere».

Mentre tutt'attorno a lei si svolgevano questi fatti, Luigina «vide» davanti a sé una nuvoletta azzurra e si sentì chiamare dolcemente. Voltandosi appena dalla parte dove veniva la voce, scorse al fianco del letto Gesù sorridente. Allora Luigina, pur nella grande gioia, non risparmiò un rimprovero a Gesù: «Non ti sei fatto vivo per due lunghi anni e ora che sto morendo vieni?» Fu naturalmente una visione e un colloquio spirituale. Con un incantevole sorriso Gesù le rispose: «Sono venuto per farti un bel dono. Guarda». E le indicò l'altro lato del letto. Una splendida Signora le sorrideva. Luigina credette di vedere la sua mamma che era venuta a prenderla. «Oh!» le disse, «si diventa così belli in Paradiso, mamma? Quasi non ti riconosco!» Ma Gesù: «Guarda meglio, poi riguarda Me». Solo allora Luigina capì che era la Madonna, la Sua Mamma Maria. Come si rassomigliavano! Gesù poi riprese: «Siamo venuti a farti una proposta. Tu però sei libera di scegliere. Vuoi morire e salire in Paradiso, oppure offrirti vittima per la Chiesa e per i Sacerdoti?» E come in un velocissimo film Gina vide i pericoli di apostasia ai quali andavano incontro la Chiesa ed i Sacerdoti, e la sua dolorosa vita futura. All'istante Luigina accettò la seconda offerta e si offrì vittima. Gesù le disse ancora: «Non entrerai più in convento ma come una persona comune vivrai nascosta agli occhi del mondo. Sarai poco compresa, soffrirai molto e morirai sola come Me». Gesù continuò: «Sarai il granello di senape in un solco di Roma. Vivrai lo straordinario nell'ordinario. Da questo momento ti lascerò la mia Santa Madre. Ti guiderà e ti conforterà. Sii una violetta nascosta ma sempre profumata».