5. L’INFERNO
Chi rifiuta Dio fino all'ultimo, cioè anche mentre muore, continuerà a rifiutarlo per sempre! Perciò la Giustizia divina, nel rispetto della libera scelta fatta dalla sua creatura, la allontana per sempre da Sé, lasciandola andare al destino di chi ha rifiutato il Sommo Bene per scegliere il sommo male, cioè L'INFERNO ETERNO.
La prima pena che i dannati patiscono nell'Inferno è la pena dei sensi, che saranno tormentati da un fuoco che brucia orribilmente senza mai consumare. Fuoco negli occhi, fuoco nella bocca, fuoco in ogni parte.
Ogni senso subisce la propria pena conformemente all'uso cattivo che se ne è fatto in vita. Gli occhi sono atterriti dalla vista dei demoni e degli altri dannati. Le orecchie non odono che urla e pianti di disperazione. L'odorato soffre per il fetore e la bocca per la sete e la fame canina.
Il ricco Epulone in mezzo ai tormenti infernali, alzò lo sguardo al cielo e chiese, supplicando, una goccia d'acqua per temperare l'arsura della sua lingua: ma anche questa goccia d'acqua gli fu negata!
Oh! Inferno, Inferno! Quanto sono infelici quelli che cadono nei tuoi abissi!
Mio caro giovane, se tu dovessi morire in questo momento, dove andresti? Se ora non puoi tenere un dito sopra la fiammella di una candela senza gridare dal dolore, come potrai sopportare il tormento di tutte quelle fiamme per tutta l'eternità?
La seconda pena che i dannati soffrono nell'Inferno è la pena del danno.
Essa è senza paragone più terribile di quelle dei sensi, perché è la privazione completa ed eterna del Bene Infinito per il quale siamo stati creati. Come i nostri polmoni hanno bisogno dell'aria per vivere, così la nostra anima ha bisogno di Dio; e come la morte per annegamento è la morte più terribile che ci sia, così non vi è pena più terribile per l'anima del prepotente bisogno che sente di «respirare» Dio. Senza contare che la sofferenza dell'annegato dura pochi minuti, mentre la sofferenza del dannato dura per sempre!
E con la privazione di Dio il dannato è privato anche della compagnia degli Angeli, della Madonna, dei Santi e dei suoi cari defunti, che non vedrà mai più.
Giovane caro! Come potrai ancora vivere in peccato, ora che conosci quali terribili pene aspettano chi non si decide ad amare veramente Dio? Non aspettare a convertirti! Come puoi sapere se questa non sia l'ultima chiamata, e che se non vi corrispondi non ne avrai altre per salvarti ?
«Gesù mio, ti ringrazio di avermi fatto conoscere il pericolo eterno al quale tante volte mi sono esposto con i miei peccati. Tieni viva in me quella santa paura che ora sento nel cuore: essa mi aiuterà a vincere tutte le tentazioni e così a salvare l'anima mia!».