3. LA MORTE
La morte è la separazione dell'anima dal tuo corpo e il totale abbandono delle cose di questo mondo.
TUTTI SANNO DI DOVER UN GIORNO MORIRE, ma nessuno sa dove e come morrà.
Tu non sai se la morte ti coglierà nel tuo letto o sul lavoro, o per strada, o altrove. La rottura di una vena, un infarto, un tumore che forse già cresce nel tuo organismo, una caduta, un incidente, un terremoto, un fulmine ed altre mille cause che tu ora nemmeno sospetti possono privarti della vita. E ciò può avvenire di qui a un anno, a un mese, a una settimana, a un'ora e, forse, appena finita la lettura di questa meditazione.
Quanti sono andati a letto la sera in buona salute, e la mattina furono trovati morti! Quanti ancor oggi muoiono improvvisamente! E dove si trovano ora? Se erano in Grazia di Dio, beati loro! sono per sempre felici. Ma se erano in peccato mortale, ora sono eternamente perduti!
Dimmi, mio caro giovane, se tu dovessi morire in questo momento, che ne sarebbe della tua anima?
Benché il luogo e l'ora della tua morte ti siano sconosciuti, tu sai con certezza che dovrai morire.
Speriamo pure che la tua ultima ora non venga improvvisamente, ma, lentamente, per ordinaria malattia. Ad ogni modo verrà un giorno in cui, steso su un letto, starai per passare all'eternità assistito da un Sacerdote e circondato dai parenti che piangono. Avrai la testa piena di dolori, gli occhi oscurati, la lingua riarsa, le labbra secche, il sudore gelato e il cuore debolissimo. Appena spirata l'anima, il tuo corpo verrà vestito con un abito e messo nella cassa. Qui i vermi incominceranno a rodere le tue carni, e ben presto di te non resterà niente altro che quattro ossa spolpate e un po' di polvere. Prova ad aprire un sepolcro, e vedrai come è ridotto quel giovane un tempo pieno di salute, quel potente, quell'ambizioso, quel superbo!
Mio caro figliolo, leggendo queste righe pensa che parlano di te, come di tutti gli altri uomini! Ora il demonio, per indurti a peccare, vorrebbe distoglierti da questi pensieri e scusare le tue colpe, dicendoti che non c'è poi un gran male in quel piacere, in quella disobbedienza, nel tralasciare la Messa alla festa, e così via; ma quando verrà il momento della tua morte sarà lui stesso a rivelarti la gravità di questi e di altri tuoi peccati, e te li metterà innanzi alla tua coscienza! Cosa farai allora? Guai a te se in quel momento sarai in disgrazia di Dio!
Non dimenticare, o mio giovane amico, che dal momento della morte dipende la tua eterna salvezza o la tua eterna dannazione.
Due volte ci viene accesa dinnanzi una candela: nel Battesimo e in punto di morte. La prima volta per farci vedere i precetti della Legge divina che dovremo osservare, e la seconda per farci vedere se li abbiamo osservati. Alla luce di quella candela quante cose si vedranno! Vedrai se avrai amato il tuo Dio, oppure se lo avrai disprezzato; se avrai onorato il Suo santo Nome o se lo avrai bestemmiato; vedrai le feste profanate, le Messe perdute, le impurità commesse, gli scandali dati, i furti, gli odii, le superbie... oh Dio! tutto vedrai in quel momento nel quale ti si aprirà dinnanzi la porta dell'eternità!
Grande e terribile momento da cui dipende una eternità di gloria o di tormenti! Capisci quel che ti dico? Ti dico che da quel momento dipende l'andare in Paradiso o all'Inferno; l'essere per sempre felice o disperato, per sempre figlio di Dio o per sempre schiavo di Satana; per sempre godere con gli Angeli e i Santi in Cielo o gemere e bruciare per sempre con i dannati nell'Inferno!
Perciò preparati a quel grande momento facendo subito un atto di pentimento e più presto che puoi una santa Confessione. Decidi poi di vivere sempre in Grazia di Dio, perché come si vive così si muore.