16. COME CONSERVARE LA VIRTU’ DELLA PUREZZA

Ogni virtù dei giovani è un prezioso ornamento che li rende cari a Dio e agli uomini. Ma la virtù regina, la virtù angelica, LA SANTA PURITA’, è un tesoro di tal pregio che i giovani che la possiedono divengono simili agli Angeli di Dio nel Cielo, sebbene siano ancora sulla terra.
Questa virtù è come il centro attorno a cui si raccolgono e si conservano tutti i beni; e se per disgrazia si perde, tutte le altre virtù sono perdute.
Ma questa virtù, o mio caro giovane, che fa di te un altro angelo del Cielo e che tanto piace a Gesù e a Maria, è insidiata più di ogni altra dal nemico delle anime, che sferra attacchi furibondi per fartela perdere o per indurti almeno a macchiarla.
Per questo motivo io voglio suggerirti alcune regole, o armi spirituali, con le quali riuscirai certamente a conservarla e a respingere il nemico tentatore.
L'arma principale che ti suggerisco è la ritiratezza. La purezza è infatti come un diamante di inestimabile valore, che va gelosamente custodito e non esposto imprudentemente in pubblico. San Gregorio Magno dice che chi porta pubblicamente un tesoro per la strada, presto o tardi verrà derubato.
Gesù dice infatti: «Questo genere di tentazioni non si vincono se non con il digiuno e con la preghiera». Col digiuno, cioè con la mortificazione dei sensi, tenendo a freno gli occhi, la gola, fuggendo l'ozio, non dando al corpo se non il riposo strettamente necessario.
Gesù ti raccomanda inoltre di ricorrere alla preghiera, ma fervorosa, piena di fede e perseverante fin tanto che non sia cacciata la tentazione. Un modo di pregare facile e che potrai ripetere anche nella tua mente è l'uso delle giaculatorie, come ad esempio: "Gesù mio, misericordia". "Gesù, salvami". "O Maria concepita senza peccato, prega per me che ricorro a Te". Preghiera è anche baciare il Crocifisso o la medaglia della Madonna.
Ma se tutte queste armi non bastassero ad allontanare la tentazione, allora ricorri all'arma invincibile della presenza di Dio. Dio infatti è Padrone assoluto della nostra vita e può farci morire in ogni momento; come potremo quindi offenderLo in Sua presenza? La Bibbia racconta che il Patriarca Giuseppe quando era schiavo in Egitto, a chi lo tentava di commettere un'azione nefanda, rispose: «Come posso io commettere questo male alla presenza del mio Signore?». Così anche Tu devi riflettere quando sarai tentato: «Come posso offendere il mio Dio che mi sta guardando, che mi ha creato, che è morto per me sulla Croce e che è Padrone assoluto della mia vita?». Io Ti posso assicurare, o caro giovane, che se farai come Ti ho detto non cadrai mai nella tentazione.