11. LA PRIMA VIRTU’ DI UN GIOVANE E’ L’OBBEDIENZA AI PROPRI GENITORI

Come una tenera pianticella, anche se piantata in un buon terreno, può prendere una cattiva piega e finire male se non è coltivata e, per così dire, guidata fino a una certa grossezza, così tu, mio caro giovane, ti piegherai sicuramente verso il male se non ti lascerai guidare da chi ha cura della tua educazione e del bene della tua anima.
LA TUA GUIDA SONO I TUOI GENITORI ed anche quelle persone che ne fanno le veci. Ad essi devi ubbidire docilmente se vorrai essere felice. Dice infatti il Signore: «Onora il padre e la madre e vivrai a lungo sulla terra».
Mi domanderai: «Come devo fare per onorare i miei genitori?». Ti rispondo: «Con l'ubbidirli, rispettarli e assisterli».
Con l'ubbidirli: e perciò quando ti comandano qualche cosa falla prontamente, senza mostrarti seccato. Non devi essere come quei brontoloni che ad ogni comando alzano le spalle o rispondono malamente. Chi fa così non solo manca verso i genitori, ma verso Dio stesso. Gesù, che era Dio, ha voluto essere sottomesso alla Sua mamma e a San Giuseppe proprio per insegnarci ad obbedire.
In secondo luogo tu devi avere per i tuoi genitori un grande rispetto.
Perciò devi stimarli, e se hanno qualche difetto cercare di coprirlo, perché siano stimati anche dagli altri.
Infine devi aiutarli più che ti è possibile sia in casa che fuori. Divenuto grande dovrai aiutarli anche con il tuo denaro e assisterli nella loro vecchiaia. Soprattutto non dimenticarli mai nelle tue preghiere.
Perciò concludo col dirti: «Sii ubbidiente e diverrai santo; ma se disubbidirai, molto facilmente prenderai una strada che ti condurrà alla perdita di ogni virtù.