1. IL FINE DELL’UOMO

Tu sai, mio caro giovane, che sei stato creato da Dio a Sua immagine, senza alcun merito da parte tua. Sai anche che Dio ha voluto farti Suo figlio nel Santo Battesimo; e che ti ha amato con tanta tenerezza da assegnarti come scopo della vita di essere un giorno FELICE PER SEMPRE CON LUI in Paradiso.
Perciò tu non sei al mondo solo per godere, per diventar ricco, per mangiare e bere come le bestie; il tuo fine è infinitamente più nobile e sublime: è di amare e servire Dio in questa vita e di goderLo nell'altra per tutta l'eternità. Quelli che pensano solo a soddisfare il proprio corpo con azioni, discorsi e divertimenti cattivi, quando verrà l'ora della morte si troveranno in gran pericolo di andare eternamente perduti; mentre chi avrà amato e servito il Signore, quando sarà in fin di vita proverà una grande gioia al pensiero di vedere Gesù.
Ti raccomando di non imitare quei disgraziati che si illudono dicendo: «Ora commetto questo peccato, ma poi me ne confesserò», perché Dio maledice ci pecca nella speranza del perdono! Ricordati che tutti quelli che ora sono all'Inferno avevano la speranza di pentirsi in tempo, ma poi non vi sono riusciti. Chi ti dice che avrai il tempo di confessarti? Chi ti assicura che tu non muoia subito dopo il peccato e che in un istante, senza neppure accorgerti, ti abbia a ritrovare nell'Inferno? E non è una pazzia farsi una ferita nella speranza che poi il medico la guarisca? Non rimandare quindi la tua conversione, ma in questo stesso momento detesta e abbandona il peccato, che è la somma di tutti i mali, e che impedendoti di raggiungere il fine per cui sei creato, ti priva di tutti i beni. Molti giovani, pur sapendo di essere creati da Dio per amarlo e servirlo, non mettono in pratica quello che sanno, e pensano a tutto fuorché a salvarsi. Non è sufficiente conoscere la religione, ma bisogna anche praticarla. San Luigi, che essendo di famiglia nobile e ricca poteva permettersi piaceri, ricchezze e onori, rinunciò a tutto, pensando: «Che mi giovano queste cose per l'eternità?». Anche tu comportati così: hai solo un'anima da salvare e se perdi quella hai perduto ogni cosa. Anche se diventassi un grand'uomo, ricco, sapiente, onorato da tutti, ma non ami Dio e perdi l'anima tua, che cosa ci ha guadagnato? Di' dunque così: «Sono stato creato da Dio per salvarmi l'anima, e la voglio salvare a qualunque costo! Quindi amare Dio e salvare l'anima sarà d'ora innanzi l'unico scopo di tutte le me azioni! Si tratta di essere o sempre beato o sempre dannato: vada dunque ogni cosa, purché io mi salvi!».
«Gesù, perdona i miei peccati e fa che io non Ti offenda mai più; aiutami con la tua grazia affinché d'ora in poi io ti ami e ti serva fedelmente per tutta la mia vita». «Maria, Madre mia, fa che io salvi l'anima mia!».