COMPAGNI
Aveva divisi i compagni in tre categorie: buoni, indifferenti, cattivi. Questi ultimi evitarli assolutamente e sempre, appena conosciuti; cogli indifferenti trattenersi per cortesia e per bisogno; coi buoni contrarre amicizia, ma famigliarità solamente con gli ottimi. I,258.
Ama i compagni devoti di Maria. (Mamma Margherita) I,373.
In Seminario i compagni mi erano affezionatissimi; si può dire che io viveva per loro, essi vivevano per me. I,515.
La frequenza dei cattivi compagni espone a gravi pericoli. II,395.
Fuggite dai cattivi compagni più che dal morso di un serpente velenoso. III,176.
Le cose che sogliono allontanare il giovane dalla virtù sono i cattivi compagni. III,607.
Per cattivi compagni si intendono: 1°. Quelli che cercano di parlare di cose disoneste, o fanno cose contrarie alla virtù della modestia. 2°. Che parlano con disprezzo della religione. 3°. Che vi allontanano dalle funzioni di chiesa o vi incitano a trasgredire i vostri doveri. III,608.
Guardati dai cattivi compagni come da serpenti velenosi. VI,764.
Gli amici e i compagni seguiteli sempre fra i buoni ben conosciuti, e tra questi i migliori; ed anche nei migliori imitate il buono e l’ottimo, e schivatene i difetti, perché tutti ne abbiamo.
Si chiama cattivo compagno quello che in qualche modo può occasionare l’offesa di Dio. XIII,800.
I vocabolari non purgati sono pure da eliminarsi. Per tanti giovani sono il principio della malizia, delle insidie dei cattivi compagni. XVII,298.
Finché non temete e non schivate le cattive compagnie, non solo dovete credervi in pericolo e grande, ma temete di essere cattivi voi pure. VII,292.
L’essere tra molti che fanno il bene ci anima senza avvedercene. VII,602.