CIBO
Mi mostrerò sempre contento del cibo che sarà apprestato, purché non sia cosa nocevole alla sanità. I,518.
Il companatico non è necessario: è da signori; noi siamo poveri e dobbiamo vivere da poveri.
(Mamma Margherita). II,26.
Non parlava mai di cibo, né di bevanda e distoglieva anche i giovani da simili discorsi e desideri. IV,199.
Diceva: che bassezza dover tutti i giorni l’uomo nutrirsi di cibi materiali. IV,200.
La seconda causa di rovina delle Congregazioni è la ricercatezza e abbondanza dei cibi e delle bevande. XII,383.
Giova ad essere libero da certi fastidi spirituali l’astenersi da cibi di difficile digestione, perché eccitanti. XIII,433.
Nel cibo sobrietà, mai più del bisogno, perché oltre la sanità del corpo bisogna conservare anche quella dell’anima. XII,433.
Si faccia gran conto delle rimanenze di (cibo). Ciò fanno i ricchi, tanto più dobbiamo farlo noi, che abbiamo fatto voto di povertà. XV,460.