CHIERICI
Per incoraggiare i giovani suoi chierici a studiare molto e mandare molte cose a memoria anche alla lettera: se acquisterete svariate cognizioni, egli diceva, avrete un grande aiuto per fare del bene specialmente alla gioventù ma; senza esercizio della memoria, a nulla gioverà averle imparate, perché troppo facilmente le dimenticherete. I,319.
Per riuscire un buon chierico: esatto adempimento dei propri doveri. I,374.
Avvisi per i chierici III,613-7.
In quanto ai chierici si dimostrava ancor più esigente perché mettessero a frutto il loro tempo. IV,634.
Mostrava sempre vivo desiderio che studiassero i classici latini ecclesiastici. IV,634 /vedi latino/.
Li esortava a non sgomentarsi innanzi alle difficoltà degli studi e di altre miserie della vita. Talvolta diceva loro; “Se sapeste quanti stenti ho sofferto per riuscire chierico! Ho sempre avuto bisogno di tutto e di tutti per andare avanti”. V,398.
Raccomandava ai chierici che conservassero illibata la purezza del cuore avvertendo che altrimenti avrebbero perduta ogni speranza di felicità e di fruttuoso ministero. V,409.
Ricordo in fine d’anno ai chierici: buon esempio, ricordandosi sempre che sono lumen Christi. VI,115.
Inculcava loro di custodire con severità i propri sensi, mandandoli a servire nelle sacre funzioni negli educatori, li avvisava di lasciare gli occhi a casa. V,165.
Voleva che ognuno dei chierici o preti andasse a recitare le orazioni con i giovani, si ritirasse in chiesa, od in camera, perché il fare diversamente lo giudicava scandalo da evitarsi a qualunque costo. VI,173.
Ai chierici ricordo che essi sono venduti al cielo e perciò non pensino più a questa terra: tutto il loro studio sia nel cercare la maggior gloria di Dio e la salute delle anime. VI,363.
Tenuto conto dell’umana miseria, un buon chierico, facendo il suo dovere, deve aspettarsi di essere contraddetto dai cattivi, ma deve anche rendersi superiore ai loro motteggi e compatire. VI,999.
Ciascuno dei chierici della casa deve lavorare come se fosse lo stesso direttore in persona. VII,795.
Io non voglio aver con me chierici di poca virtù. VIII,19.
Colui il quale s’inoltra nella carriera sacerdotale deve avere una virtù superiore ad ogni laico. VIII,19.
Dobbiamo essere lux mundi ovvero lucerna ardens in Domo Dei, perché un chierico viene osservato da mille e mille, e guai se non risplende. IX,403.
I chierici insegnino ai giovani i1 rispetto ai superiori con la loro riverenza esteriore, col saluto, colla confidenza. X,1018.
Qual è lo spirito che deve animare questo corpo Miei cari, è la carità.