CASTITÁ (VEDI PURITÁ)
I divertimenti mondani contengono sempre qualche rischio di rovina per la virtù specialmente per quella delicatissima della castità. I,421
Vino e castità non possono coabitare insieme. IV,184; XII,21; XIII,398.
Mezzi per conservare la castità (sogno) “Labor in assiduis operibus; sudor in poenitentiis continuis; fervor in orationibus ferventibus et perseverantibus. VI,904.
Abstine ligna foco si vis extinguere flammam; si carnis motus, otia, vina, dapes. VII,82.
Umiltà, obbedienza, castità vi renderanno sempre accetti a Maria. VIII,131.
La carità è necessaria a tutti, ma specialmente a chi si dedica al bene della gioventù. IX,705.1
Virtù grande che innalza l‘uomo al grado degli angeli. IX,705.
Questa virtù fa degli uomini che la praticano tanti angeli. IX,705
La carità, la castità, l’umiltà sono tre regine che vanno sempre insieme; una non può esistere senza le altre. IX,706.
Mezzi positivi per conservare la castità: Preghiera, fuga dell’ozio, frequenza dei santi Sacramenti, vigilanza nelle cose piccole. IX,708.
Mezzi negativi: fuga delle occasioni. IX,706.
Ciò che deve distinguere la nostra Società è la castità. X,35.
La castità è l’ornamento del cristiano. X,1088.
San Paolo dice: Haec est voluntas Dei sanctificatio vestra. Spiegando poi come deve essere questa santificazione dimostra che è il nostro mostrarci puri e casti come lo fu Gesù Cristo. X,1089.
La castità è la virtù più, accetta al cuore di Maria Vergine. Se c’è questa vi è tutto. Se questa manca, non c’è nulla. XI,241.
Sono d’aggravio alla Congregazione coloro che non osservano fino allo scrupolo la vita della castità senza la quale può uno solo essere cagione di rovina alla Congregazione intera. XI,299.
Gola e castità e specialmente vino e castità non possono andare insieme giammai. XI,517.
State sicuri che sarete dal Signore benedetti, se osserverete questa bella virtù e fuggirete ogni cosa che ad essa sia contraria. XI,522.
Se uno non è moralmente certo, mediante la grazia del Signore di poter conservare la castità, costui per carità cerchi di non farsi prete, né religioso. XI,574.
Finché uno non può dirsi moralmente certo di poter conservare la castità che è il fondamento, la base delle altre virtù io non consiglierei mai alcuno ad andare avanti. XI,574.
La castità è la virtù, secondo me, base di tutte, che deve servire di fondamento pratico di tutto l’edificio religioso.
Mezzi negativi per conservare la castità. XI,580-583.
La virtù della castità è il centro su cui si fondano, si basano e si riannodano tutte le altre virtù. XII,15.
Senza la castità un sacerdote, un chierico è nulla, colla castità possiede tutto, è tutto, ed ogni tesoro ha nelle sue mani. XII,16.
Non poco gioverà alla conservazione della virtù della castità l’esatta osservanza dei propri doveri. XII,15.
La ricreazione è un mezzo efficacissimo onde conservare la castità. XII,16.
La mortificazione dei sensi giova non poco alla conservazione della castità ed a fortificare lo spirito. XII,15.
Un’altra cosa che non è punto di vantaggio alla castità si è l’amicizia; ma non l’amicizia vera, fraterna, ma quella amicizia particolare che il cuore nostro nutre più per uno che per un altro. XII,21.
Ciò che deve distinguerci fra gli altri, ciò che deve essere il carattere della nostra congregazione è la virtù della castità: che tutti ci sforziamo di possedere perfettamente questa virtù e di inculcarla, di piantarla nel cuore altrui. XII,224.
Se vi è questa vi sarà ogni altra virtù; essa le attira tutte: se non vi è questa tutte le altre vanno disperse, e come se non ci fossero. XII,224.
La castità deve essere il perno di tutte le nostre azioni. XII,224.
Nei tempi in cui siamo fa bisogno in noi di una modestia a tutta prova e di una grande castità. XII,224.
Amando questa virtù verranno in noi il santo timore di Dio, la pace del cuore… il trasporto grande nelle cose riguardanti il servizio del Signore. XII,224.
Ogni bene, ogni consolazione ci verrà dal cielo col mettere essa sola in pratica. Sarà questa il trionfo della Congregazione e il modo di ringraziare Iddio di tanti favori che ci ha concessi. XII,225.
La castità sarà la virtù regina, la virtù che custodisce tutte le altre. XII,470.
Amatela questa virtù amatela molto, e ricordatevi che per eon8erverlas bisogna lavorare e pregare: “Non eicitur nisi in jeiunio et oratione”. Sì: preghiera e mortificazione negli sguardi, nel riposo, nel cibo, e specialmente nel vino; per il nostro corpo non cercare agiatezze, anzi quasi direi strapazzarlo. Non usargli riguardi eccetto che per necessità, quando la salute lo richiede allora sì: del resto dare al corpo lo stretto necessario e non di più. XII,470.
È questa la virtù più vaga, più splendida ed insieme più delicata di tutte. XII,564.
Vorrei impiegare delle giornate intere per parlarvi della castità. XII,564.
Attenti alla prima auretta di tentazione. XII,564.
È un gran passo e molto fatale, quello di coloro i quali, se loro capita qualche disgrazia, cambiano confessore. Io non trovo altra cosa che faccia più male, perché qui non si tratta solamente di ricevere 1’ assoluzione, ma si tratta di direzione. XII,564.5.
La castità perfetta fa riportare vittoria su tutti gli a1tri vizi. XII,626.
I1 Signore disperderebbe la Congregazione, se noi venissimo meno nella castità. XIII,83.
La castità è un balsamo da spargersi fra tutti i popoli, da promuoversi in tutti gli individui, essa è il centro di ogni virtù. XIII,83.
San Filippo Neri interrogato quale fosse la virtù principale per un religioso, colla quale stessero collegate anche tutte le altre virtù, rispose: Conservare la castità. Questa avrà per compagne tutte le altre questa perduta se ne andranno tutte le altre. XIII,799.
Con la castità il religioso ottiene il suo scopo di essere tutto consacrato a Dio. XIII,799.
Come conservare la castità San Filippo Neri era solito suggerire cinque mezzi: 1° Fuggire le cattive compagnie; 2° Fuggire l’ozio (801 ); 3° non nutrire delicatamente il corpo; 4° Orazione; (803); 5° La frequenza dei santi Sacramenti (804 ). XIII,799-804.
Ozio e castità non possono mai andare insieme. XIII,801.
lo raccomando l’orazione specialmente alla sera quando si va a riposo. È questo uno dei tempi più pericolosi per la bella virtù. XIII,803.
La virtù della castità (è) la madre di tutte le virtù, la virtù angelica. XIII,805.
Chi non si sentisse di osservare la virtù della castità non è fatto per il sacerdozio... da prete non farebbe che del male a sé ed agli altri. XIII,808.
Quando i giovani chiedono consiglio sulla loro vocazione ...se si viene a scoprire che siano mancanti della bella virtù non si consiglino mai a farsi Salesiani. XVII,461.
Ogni diligenza nelle parole, negli sguardi, nelle opere dirette alla coltura di questa virtù non è mai troppa. XVII,616.54. Ciò che deve distinguere la nostra Congregazione è la castità come la povertà contraddistingue i figli di San Francesco d’Assisi e l’obbedienza i figli di San Ignazio. Sm.n.183.