CASTIGHI
I giovani dimenticano facilmente le punizioni dei genitori, ma assai difficilmente quelle degli educatori. IV,547.8.
Che regola tenere nell’infliggere castighi IV,551,2
La sottrazione di benevolenza è un castigo che eccita l’emulazione, infonde coraggio e non avvilisce mai. IV,552.
Presso i giovanetti è castigo quello che si fa servire per tale. IV,552.
I castighi non si diano mai in pubblico, ma privatamente e lungi dalla vista dei compagni. IV,552.
Non si castighi mai quando l’animo è agitato: non mai per falli di semplice inavvertenza, non mai troppo sovente. IV,552.
La prima punizione che dava Don Bosco era quella di mostrarsi un po’ serio ai giovani restii all’obbedienza. IV,559.
Non umiliare i colpevoli ma procurare che si umilino da se stessi. IV,562.
Norme agli assistenti circa i castighi: IV,562; VI,392; X,1021; XIII,923.
L’espulsione essere l’ultima cosa, adoperati e veduti vani tutti gli altri mezzi. IV,566.
Non mai che un castigo prenda aspetto di vendetta. IX,357.
Colla frequenza ai Sacramenti s’impara a operare per principio di coscienza e non per paura di castighi. XI,221.
(Il sistema preventivo) esclude ogni castigo violento e cerca di tenere lontani gli stessi leggeri castighi. XIII,919.
Riguardo ai castighi opportune et importune si insista, perché sia praticato il sistema preventivo. Avviene spesso che i giovani sono meno colpevoli di quel che si crede, come lo dimostra l’esperienza. XVI,417.
Lettera Circolare : “Dei castighi da infliggersi nelle case salesiane. XVI,439-447.
Principi svolti: a) non punite mai se non dopo aver esauriti tutti gli altri mezzi (440); b) procurate di scegliere alle correzioni il momento favorevole(441); c) togliete ogni idea che possa fare credere che si operi per passione (442); d) regolatevi in modo da lasciar la speranza al colpevole che possa essere perdonato (444); e) quali castighi debbono adoperarsi o da chi (445).
Io ho creduto che raramente giova un castigo improvviso e dato senza aver prima cercato altri mezzi. XVI,440.
Il nostro castigo sia di natura da rendere migliore. XVI,445.
Il castigo deve essere un rimedio: ora noi dobbiamo aver fretta di lasciarlo quando abbiamo ottenuto il doppio scopo di allontanare il male e di impedire il ritorno. XVI,446.
Nessuno vorrei che si arbitrasse di castigare senza previo consiglio ed approvazione del suo Direttore. XVI,447.
Si faccia uso dei castighi negativi, e sempre in modo che coloro che siano avvisati diventino amici nostri più di prima e non partano mai avviliti da noi. XVII,628.