LA MISERICORDIA DIVINA NELLA MIA ANIMA
Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska
V° QUADERNO
G.M.G. Naviga la barca della mia vita Fra il buio e le ombre della notte, E
non vedo alcun approdo, Sono in balia del mare profondo. La più piccola tempesta
potrebbe affondarmi, Sprofondando la mia barca nel vortice delle onde, Se non
vegliassi su di me Tu stesso, o Dio, In ogni momento della mia vita, in ogni
istante. In mezzo al rumoroso frastuono delle onde, Navigo tranquillamente con
fiducia, E guardo avanti senza timore, come un bimbo, Poiché Tu, o Gesù, sei
la mia luce. Tutt'intorno orrore e spavento, Ma la mia pace è più profonda della
tempesta del mare, Perché chi è con Te, Signore, non perisce, Me lo assicura
il Tuo amore divino. Benché all'intorno sia pieno di pericoli, Non li temo,
perché guardo il cielo stellato, E navigo con coraggio ed in letizia, Come conviene
ad un cuore puro. Ma soprattutto unicamente perché Sei Tu, o Dio, il mio timoniere,
La barca della mia vita naviga così serenamente. Lo riconosco nella più profonda
umiltà.
G.M.G.
MIO DIO, TI AMO. Suor Faustina del Santissimo Sacramento
Cracovia 20.X.1937.
Ti saluto, o Pane degli Angeli, Con profonda fede, speranza e carità, E dal profondo dell'anima Ti adoro, Benché io sia un nulla. Ti saluto, o Dio nascosto, E Ti amo con tutto il cuore, Non mi son d'ostacolo i veli del mistero; Ti amo come gli eletti del paradiso. Ti saluto, o Agnello di Dio, Che cancelli le colpe della mia anima, Che ogni mattina vieni nel mio cuore, E mi sei guida per la salvezza.
Cracovia,
20.X.1937
G.M.G. Cracovia, 20.X.1937 Quinto diario (sic!). O mio Dio, tutto
ciò che è in me Ti adori, o mio Creatore e Signore; con ogni battito del mio
cuore desidero esaltare la Tua insondabile Misericordia. Desidero parlare alle
anime della Tua bontà ed incitarle alla fiducia nella Tua Misericordia. Questa
è la missione che mi hai affidato Tu stesso, o Signore, in questa vita e in
quella futura. Oggi cominciamo gli esercizi spirituali di otto giorni. O Gesù,
mio Maestro, aiutami a fare questi santi esercizi nella maniera più fervorosa.
il Tuo Spirito, o Dio, mi guidi alla profonda conoscenza di Te,o Signore, ed
alla profonda conoscenza di me stessa, poiché tanto Ti amo per quanto Ti conosco.
Tanto disprezzerò me stessa, per quanto conoscerò la mia miseria. Lo so, Signore,
che Tu non mi negherai il Tuo aiuto. Da questi esercizi spirituali desidero
uscire santa, anche se gli occhi della gente non s'accorgeranno di questo, e
nemmeno lo sguardo delle superiore. Mi sottometto tutta all'azione della Tua
grazia, si compia in me completamente la Tua volontà, o Signore. Primo giorno.
Gesù: «Figlia Mia, questi esercizi spirituali saranno una continua contemplazione.
Durante questi esercizi ti condurrò come ad un banchetto spirituale. Accanto
al Mio Cuore misericordioso mediterai su tutte le grazie che ha ricevuto il
tuo cuore ed una pace profonda scenderà nella tua anima. Desidero che lo sguardo
della tua anima sia sempre rivolto alla Mia santa volontà e per questo avrai
il Mio maggior compiacimento. Nessun sacrificio è paragonabile a questo. Durante
tutti gli esercizi rimarrai vicino al Mio Cuore, non introdurrai alcun cambiamento,
poiché la tua vita è come piace a Me. Nemmeno una parola del sacerdote che tiene
gli esercizi ti turberà». O mio Gesù, ho già fatto due meditazioni e riconosco
che tutto ciò che mi hai detto è vero. Provo una pace profonda e questa pace
deriva dalla testimonianza che mi dà la coscienza, cioè dal fatto che compio
sempre la Tua volontà, o Signore. Nella meditazione sul fine dell'uomo ho compreso
che questa verità è profondamente radicata nella mia anima e per questo le mie
azioni sono più perfette. So perché sono stata creata, tutte le creature messe
assieme non mi sostituiscono il Creatore, so che il mio ultimo fine è Dio e
perciò in tutte le mie iniziative tengo in considerazione Iddio.
Oh, com'è bello fare gli esercizi spirituali accanto al Cuore dolcissimo del
mio Dio! Sono in un luogo solitario col mio Sposo, nessuno mi disturba nel dolce
colloquio che ho con Lui. O Gesù, Tu stesso Ti sei degnato di mettere le fondamenta
all'edificio della mia santità, poiché la mia cooperazione non è stata molta.
Per l'indifferenza nell'uso che faccio delle creature e nella loro scelta, Tu
mi hai aiutato, Signore, poiché il mio cuore è debole per se stesso e per questo
Ti ho pregato, o mio Maestro, di non badare al dolore del mio cuore, ma di tagliare
tutto ciò che poteva trattenermi sulla strada dell'amore. Non Ti comprendevo,
Signore, nei momenti della sofferenza, quando eseguivi l'opera nella mia anima,
ma oggi Ti comprendo e godo della libertà dello spirito. Gesù stesso ha vigilato
perché nessuna passione irretisse il mio cuore. Ho conosciuto bene da quali
pericoli mi ha liberato e per questo la mia gratitudine verso il mio Dio è senza
limiti. Secondo giorno. Quando meditavo sul peccato degli angeli e sulla loro
immediata punizione, ho chiesto a Gesù perché gli angeli erano stati condannati
subito dopo il peccato. Ho udito una voce: «Per la loro profonda conoscenza
di Dio. Nessun uomo sulla terra, fosse pure un gran santo, ha una tale conoscenza
di Dio, quale la possiede un angelo». Ma con me, misera, o Dio, Ti sei mostrato
misericordioso e ciò per tante volte. Mi porti nel grembo della Tua Misericordia
e mi perdonerai sempre, quando con cuore contrito T'implorerò di perdonarmi.
Una quiete profonda inonda la mia anima, nemmeno una piccola nube mi nasconde
il sole. Mi espongo completamente ai raggi di questo sole. Il suo amore compia
in me un cambiamento totale. Da questi esercizi voglio uscire santa nonostante
tutto, cioè nonostante la mia miseria. Voglio diventare santa e confido che
la Misericordia di Dio anche da tale miseria, quale io sono, possa ricavare
una santa, poiché dopo tutto ho buona volontà. Nonostante tutte le sconfitte,
voglio lottare come un'anima santa, e voglio comportarmi come un'anima santa.
Non mi scoraggerò per nessuna ragione, come non si scoraggia un'anima santa.
Voglio vivere e morire come un'anima santa, fissa in Te, o Gesù disteso sulla
croce, come sul modello secondo il quale debbo comportarmi. Ho cercato esempi
attorno a me, ma non ne ho trovati di sufficienti ed ho notàto che la mia santità
sembrava attardarsi. Dal momento attuale però fisso il mio sguardo su di Te,
o Cristo, che sei la mia Guida migliore. Confido che benedirai i miei sforzi.
Nella meditazione sul peccato, il Signore mi ha fatto conoscere tutta la malizia
del peccato e l'ingratitudine che in esso è contenuta. Sento nella mia anima
una grande ripugnanza anche per il più piccolo peccato. Tuttavia queste verità
eterne, sulle quali medito, non immettono nella mia anima nemmeno un'ombra di
turbamento né d'inquietudine e, nonostante me ne occupi profondamente, non viene
interrotta la mia contemplazione. In tale contemplazione non provo slanci del
cuore, ma una profonda pace ed un singolare raccoglimento interiore. Benché
l'amore sia grande, è misterioso l'equilibrio. Ricevere l'Eucaristia non mi
provoca emozione, ma m'introduce nell'unione la più profonda là dove il mio
amore, fuso con l'amore di Dio, costituisce un tutt'uno.
Gesù mi ha fatto sapere che devo pregare per le suore che fanno gli esercizi
spirituali. Mentre pregavo ho conosciuto la lotta di certe anime ed ho raddoppiato
le mie preghiere.
In questo profondo raccoglimento posso giudicare meglio lo stato della mia anima.
La mia anima è simile all'acqua limpida, in cui vedo tutto, sia la mia miseria,
sia la grandezza delle grazie di Dio e da questa conoscenza veritiera il mio
spirito si rafforza in una profonda umiltà. Espongo il mio cuore all'azione
della Tua grazia, come un cristallo ai raggi del sole. S'imprima nel mio cuore
la Tua immagine divina, per quanto può imprimersi in una creatura, e Tu che
abiti nella mia anima fa' che attraverso me s'irradii la Tua divinità. Mentre
pregavo davanti al Santissimo Sacramento venerando le Cinque Piaghe di Gesù,
nell'invocare ciascuna Piaga, ho sentito come un ruscello di grazia riversarsi
nella mia anima ed ho provato un anticipo del paradiso ed una totale fiducia
nella divina Misericordia. In questo momento, mentre stavo scrivendo queste
parole, ho sentito un urlo di satana: «Scrive tutto! Scrive tutto e con questo
ci fa perdere tanto! Non scrivere della bontà di Dio, Egli è giusto!». Ha gettato
un urlo di rabbia ed è scomparso. O Dio misericordioso, che non ci disprezzi,
ma ci colmi continuamente delle Tue grazie, ci rendi degni del Tuo regno e,
nella Tua bontà, riempi con gli uomini i posti che furono abbandonati dagli
angeli ingrati. O Dio di grande Misericordia, che hai distolto il Tuo sguardo
santo dagli angeli ribelli e l'hai rivolto all'uomo pentito, sia onore e gloria
alla Tua insondabile Misericordia, o Dio, che non disprezzi un cuore che si
umilia. O mio Gesù, sento che la mia natura si nobilita, ma, nonostante le Tue
grazie, non muore completamente; perciò la mia vigilanza è continua. Debbo combattere
contro molti difetti, sapendo bene che la lotta non umilia nessuno, ma l'umiliano
la viltà e la sconfitta. Quando si ha la salute cagionevole, bisogna sopportare
molte cose, poiché quando si è malati e non si sta a letto, non si è considerati
malati. Per vari motivi si ha continuamente l'occasione di sacrifici e talvolta
di sacrifici molto seri. Ora comprendo che molte cose le farà conoscere solo
l'eternità, ma comprendo anche che Iddio, se esige un sacrificio, non lesina
la Sua grazia, ma la dà all'anima in abbondanza. O mio Gesù, il mio sacrificio
arda silenziosamente, ma in tutta la pienezza dell'amore, davanti al Tuo trono,
implorando da Te Misericordia per le anime. Terzo giorno. Durante la meditazione
sulla morte, mi sono preparata come di fronte alla morte reale. Ho fatto l'esame
di coscienza ed ho vagliato minutamente tutta la mia vita di fronte alla morte
e, per merito della grazia, questa aveva in sé l'impronta del fine ultimo, la
qual cosa ha riempito il mio cuore di tanta riconoscenza per Iddio; per l'avvenire
ho fatto il proposito di servire il mio Dio ancor più fedelmente. La prima cosa,
far morire completamente l'uomo vecchio ed iniziare una vita nuova. Dal primo
mattino mi sono preparata a ricevere la santa Comunione come se fosse l'ultima
della mia vita e dopo la santa Comunione, ho immaginato di morire realmente,
prima ho recitato le preghiere degli agonizzanti e poi il « De profundis » per
la mia anima e dopo il mio corpo è stato messo nel sepolcro e ho detto alla
mia anima: « Guarda che ne è del tuo corpo, un mucchio di fango ed una gran
quantità di vermi, ecco la tua eredità! ». O Dio misericordioso, che mi permetti
ancora di vivere, dammi la forza di iniziare una vita nuova, la vita dello spirito,
sulla quale la morte non ha potere. Ed il mio cuore si è rinnovato ed ho iniziato
una nuova vita, già qui sulla terra, la vita dell'amor di Dio. Non dimentico
però che sono la debolezza in persona, ma non dubito nemmeno per un momento
nell'aiuto della Tua grazia, o Dio. Quarto giorno. O Gesù, mi sento singolarmente
bene accanto al Tuo Cuore, durante questi esercizi spirituali. Nulla turba la
mia profonda pace; con un occhio guardo l'abisso della mia miseria e con l'altro
l'abisso della Tua Misericordia. Durante la santa Messa, celebrata da P. Andrasz,
ho visto il Bambino Gesù, che sedeva nel calice della S. Messa con le braccine
protese verso di noi. Dopo uno sguardo profondo, mi ha detto queste parole:
“Così dimoro nel tuo cuore, come Mi vedi in questo calice”.
Santa confessione. Dopo aver reso conto della mia coscienza, ho ottenuto le
autorizzazioni richieste: di portare il braccialetto di ferro ogni giorno per
mezz'ora durante la santa Messa e nei momenti eccezionali la cintura per due
ore. Il Padre mi ha detto: « Sorella, conservi la più grande fedeltà al Signore
Gesù ». Quinto giorno. La mattina quando sono entrata in cappella ho conosciuto
che la M. Superiora aveva avuto un dispiacere per causa mia. La cosa mi ha arrecato
molto dolore. Dopo la santa Comunione ho piegato il capo sui Sacratissimo Cuore
di Gesù ed ho detto: « O mio Signore, Ti prego, fa' che tutta la consolazione
che ho per la tua presenza nel mio cuore, si riversi nell'anima della mia amata
Superiora, che ha avuto un dispiacere per causa mia, senza che io ne sapessi
nulla ». Gesù mi ha consolato dicendomi che entrambe ne avevamo riportato profitto
per l'anima, io tuttavia ho implorato il Signore perché si degni di preservarmi
dal far soffrire altri per causa mia, poiché il mio cuore non lo sopporta. O
bianca Ostia, Tu conservi il candore della mia anima. Mi fa paura il giorno
in cui tralasciassi la santa Comunione. Tu sei il Pane degli Angeli e perciò
anche il Pane delle vergini.
O Gesù, mio modello perfettissimo, andrò attraverso la vita con lo sguardo rivolto
a Te, seguendo le Tue orme, adattando la natura alla grazia, secondo la Tua
santissima volontà e la luce che illumina la mia anima, confidando pienamente
nel Tuo aiuto.
G.M.G. FOGLIO DI CONTROLLO INTERIORE. Esame particolare di
coscienza. Unione con Cristo misericordioso. Quando sono unita a Gesù, debbo
essere sempre ed ovunque fedele ed unita interiormente al Signore. All'esterno:
fedeltà alla regola e specialmente al silenzio. Novembre: Vittorie 53; Cadute
2. Dicembre: Vittorie 104; Cadute - Gennaio: Vittorie: 78; Cadute - Febbraio:
Vittorie 59; Cadute - Marzo: Vittorie 50. Aprile: Vittorie 61. Maggio - Giugno
- Luglio - Agosto - Settembre - Ottobre. Quando avrò dei dubbi su come comportarmi,
interrogherò sempre l'amore; esso mi consiglierà nel modo migliore.
25.X.1937. ESAME GENERALE DI COSCIENZA. Si tratta di una tabella…
Sesto
giorno. O mio Dio, sono pronta ad ogni Tua volontà. Comunque mi guiderai, Ti
benedirò. Qualunque cosa Tu esiga, l'eseguirò con l'aiuto della Tua grazia.
Qualunque sia la Tua santa volontà nei miei confronti, l'accetto con tutto il
cuore e con tutta l'anima, non badando a quello che mi suggerisce la mia natura
corrotta. Una volta che passavo accanto ad un gruppo di persone, domandai al
Signore: « Sono tutti in stato di grazia, dato che non ho sentito i Tuoi dolori?
». «Per il fatto che tu non abbia provato i Miei dolori, non significa che
devono essere tutti in stato di grazia. Qualche volta ti faccio sentire lo stato
interiore di certe anime e ti do la grazia di soffrire, semplicemente perché
ti adopero come strumento per la loro conversione». Dove c'è vera virtù,
là dev'esserci anche il sacrificio. Tutta la vita deve essere un sacrificio.
Le anime possono essere utili unicamente per mezzo del sacrificio. Il mio rapporto
col prossimo può apportare gloria a Dio attraverso il sacrificio di me stessa.
Ma il movente di tale sacrificio dev'essere l'amore di Dio, poiché tutto si
concentra in esso e di li acquista valore. «Ricordati che quando uscirai
da questi esercizi spirituali, Mi comporterò con te come con un'anima perfetta.
Desidero averti nelle Mie mani, come uno strumento adatto ad eseguire le Mie
opere». O Signore, che penetri in tutto il mio essere e nel più profondo
della mia anima, Tu vedi che desidero unicamente Te ed il compimento della Tua
santa volontà, non tenendo conto di alcuna difficoltà, né delle sofferenze,
nè delle umiliazioni, né di alcuna considerazione umana. «Mi è enormemente
gradito questo tuo deciso proposito di diventare santa. Benedico i tuoi sforzi
e ti fornirò l'opportunità di santificarti. Stai attenta a non perdere nessuna
delle occasioni che ti darà la Mia Provvidenza per santificarti. Se non riuscissi
ad approfittare di una determinata opportunità, non perdere la calma, ma umiliati
profondamente davanti a Me e con grande fiducia immergiti tutta nella Mia Misericordia
e in questo modo acquisterai più di quello che hai perduto, poiché ad un anima
umile viene dato con molta generosità più di quanto essa stessa chieda...».
Settimo giorno. La conoscenza del mio destino, cioè la sicurezza interiore che
raggiungerò la santità. Questa profonda conoscenza ha riempito la mia anima
di gratitudine verso Dio ed ho attribuita tutta la gloria al mio Dio, poiché
so quello che valgo da me stessa. Da questi esercizi spirituali esco completamente
trasformata dall'amore di Dio. La mia anima inizia serenamente e coraggiosamente
una nuova vita, benché all'esterno la vita non cambi in nulla e nessuno si accorgerà
di questo cambiamento. L'amore puro è la guida della mia vita ed il frutto all'esterno
è la Misericordia. Sento che sono totalmente imbevuta di Dio e con Iddio affronto
la vita grigia, faticosa e penosa di ogni giorno, confidando che Colui, che
sento nel mio cuore, trasformerà questo grigiore nella mia personale santità.
In un raccoglimento profondo, accanto al Tuo Cuore misericordioso, in questi
esercizi spirituali matura la mia anima. Esposta ai puri raggi del Tuo amore,
la mia anima ha cambiato la sua asprezza ed è diventata un frutto dolce e maturo.
Ora posso essere totalmente utile alla Chiesa con la mia personale santità,
che darà palpiti di vita a tutta la Chiesa, poiché tutti formiamo in Gesù un
organismo solo. Per questo m'impegno perché il terreno del mio cuore produca
buoni frutti, anche se nessun occhio umano li potrà mai scorgere. Verrà un giorno
però in cui apparirà evidente che molte anime si sono nutrite e si nutriranno
di questi frutti. O Amore eterno, che accendi in me una nuova vita, una vita
d'amore e di Misericordia, sostienimi con la tua grazia, affinché io corrisponda
degnamente alla Tua chiamata, in modo che si compia nelle anime per mio mezzo
quello che Tu stesso hai stabilito. Mio Dio, già vedo il bagliore delle aurore
eterne. Tutta la mia anima si slancia verso di Te, o Signore, nulla più mi trattiene
nè mi lega alla terra. Aiutami, Signore, a sopportare pazientemente il resto
dei miei giorni. L'offerta del mio cuore arde ininterrottamente davanti alla
Tua Maestà, ma in modo così silenzioso, che solo il Tuo occhio, o Dio, la vede,
nessun altro occhio è in grado di poterla scorgere. O mio Signore, benché io
sia presa da tante cose, benché quest'opera mi stia a cuore, benché desideri
il trionfo della Chiesa e la salvezza delle anime, benché mi colpiscano tutte
le persecuzioni dei Tuoi fedeli, benché mi faccia soffrire ogni caduta di un'anima,
tuttavia al disopra di tutto questo ho nell'anima una pace profonda, che né
i trionfi né i desideri né le contrarietà sono in grado di far vacillare, poiché
Tu, o Signore e mio Dio, sei per me al di sopra di tutte le cose che puoi permettere
che avvengano. Ottavo giorno. O mio Signore, meditando su tutti i benefici accanto
al Tuo Sacr.mo Cuore, ho sentito la necessità di una particolare gratitudine
per tante grazie e benefici ricevuti da Te. Desidero immergermi nel ringraziamento
davanti alla divina Maestà, durare in una preghiera di ringraziamento per sette
giorni e sette notti, mentre all'esterno assolverò a tutti i miei impegni, ma
il mio spirito sarà incessantemente davanti al Signore e tutte le pratiche di
pietà saranno imbevute di spirito di ringraziamento. La sera per mezz'ora starò
in ginocchio nella mia cella a tu per tu col Signore. Di notte ogni volta che
mi sveglierò m'immergerò in una preghiera di ringraziamento. Con questo voglio
ricompensare almeno in piccola parte per i tanti benefici ricevuti da Dio. Tuttavia,
affinché tutto questo fosse più gradito agli occhi di Dio, e togliesse a me
anche l'ombra del dubbio, sono andata dal mio direttore spirituale e gli ho
esposto il desiderio che ha sentito la mia anima di immergersi in questo ringraziamento.
Ho ottenuto il permesso per tutto, a condizione di non sforzarmi nella preghiera
di notte quando mi sveglio. Con quanta gioia sono tornata al convento! E il
giorno dopo ho iniziato questo grande ringraziamento con l'atto della rinnovazione
dei voti religiosi. Tutta la mia anima si è immersa in Dio e da tutto il mio
essere è uscita una fiamma di riconoscenza e di ringraziamento verso Dio. Le
parole non sono state molte, poiché i benefici di Dio come fuochi ardenti hanno
infiammato la mia anima e tutte le sofferenze ed i dispiaceri sono stati come
legna gettata sui fuoco, senza la quale il fuoco si sarebbe spento. Ho chiamato
tutto il cielo e la terra ad unirsi al mio ringraziamento. Sono terminati gli
esercizi spirituali, questi bei giorni di permanenza a tu per tu col Signore
Gesù. Questi esercizi spirituali li ho fatti come desiderava Gesù e come mi
aveva detto il primo giorno degli esercizi, cioè nella più grande serenità ho
meditato sul benefici divini. Non avevo mai fatto esercizi spirituali così in
vita mia. Con questa pace la mia anima si è rafforzata più profondamente che
con scosse ed emozioni. Nei raggi dell'amore ho visto ogni cosa così come è
nella realtà. Uscendo da questi esercizi mi sento completamente trasformata
dall'amore di Dio. O Signore, divinizza le mie azioni, affinché acquistino meriti
per l'eternità e sebbene la mia debolezza sia grande, confido nella potenza
della Tua grazia, che mi sosterrà. Gesù mio, Tu sai che fin dai miei primissimi
anni ho desiderato diventare una grande santa, cioè ho desiderato amarTi con
un amore tanto grande, quale finora nessun'anima ha avuto verso di Te. All'inizio
era un mio desiderio segreto noto soltanto a Gesù. Oggi non riesco a contenerlo
nel mio cuore e vorrei gridare al mondo intero: Amate Dio, poiché Egli è buono
e grande è la Sua Misericordia. O giorni comuni e pieni di grigiore, vi osservo
con occhio solenne e festivo! Quanto è grande e solenne il tempo che ci dà la
possibilità di raccogliere meriti per il paradiso eterno! Comprendo come lo
utilizzerebbero i santi.
30.X.1937. Oggi, secondo giorno del ringraziamento, nel corso delle cerimonie religiose, durante la santa Messa, ho visto Gesù in un aspetto di grande bellezza, che mi ha detto: «Figlia Mia, non ti ho dispensata dall'agire». Ho risposto: «Signore, è debole la mia mano per tali opere». «Sì, lo so, unita alla Mia destra, compirai tutto. Tuttavia sii obbediente, sii obbediente ai confessori. Io darò loro la luce, con la quale debbono guidarti». « Signore, io avrei già voluto dare inizio all'opera nel Tuo nome, ma Don S. rimanda ancora ». Gesù mi ha risposto: «Lo so, pertanto fa' quello che è in tuo potere, ma non ti è permesso tirarti da parte».
1.XI.1937. Oggi dopo i vespri c'è stata la processione al cimitero. Io non ho potuto andarci perché ero di servizio in portineria, ma questo non mi ha affatto impedito di pregare per quelle care anime. Quando la processione dal cimitero è tornata in cappella, la mia anima ha avvertito la presenza di molte anime. Ho compreso la grande giustizia di Dio e come ognuno debba pagare fino all'ultimo centesimo. Il Signore mi ha dato l'occasione di esercitarmi nella pazienza per mezzo di una persona che ha con me la stessa mansione. E così lenta, che non avevo ancora visto una persona lenta come lei. Inoltre bisogna armarsi di tanta pazienza per ascoltare le cose noiose che racconta.
3.XI.1937 Questa mattina sono venuti alla porta del convento cinque disoccupati che volevano entrare a tutti i costi. Suor N., dopo essersi data da fare con loro per un bel po', non essendo riuscita a mandarli via, è venuta in cappella dalla Madre e la Madre ha ordinato a me di andare alla porta. Ero ancora abbastanza lontano dalla porta e già mi giungevano i loro forti colpi. Tutto ad un tratto sono stata presa dall'incertezza e dal timore; non sapevo se aprir loro o rispondere attraverso lo spioncino come Suor N. Improvvisamente ho udito una voce nell'anima: «Vai e apri la porta e parla con loro con la stessa dolcezza con la quale parli con Me». Ho aperto subito la porta e mi sono avvicinata al più minaccioso ed ho cominciato a parlare con lui con una tale dolcezza e serenità, che loro stessi non sapevano più che fare ed hanno cominciato anche loro a parlare con gentilezza ed hanno detto: «Se il convento non può darci lavoro, non c'è niente da fare». E se ne sono andati in pace. Ho avvertito chiaramente come Gesù, che un'ora prima avevo ricevuto nella santa Comunione, abbia agito sui loro cuori servendosi di me. Oh, che gran bene è agire sotto l'ispirazione di Dio! Oggi mi sentivo peggio ed ero entrata dalla Madre Superiora coll'intenzione di chiedere il permesso di andare a coricarmi. Però prima che le chiedessi il permesso di coricarmi, la Madre Superiora mi ha detto: «Sorella, veda di arrangiarsi da sola in portineria, poiché le prendo la ragazza per i cavoli, dato che non c'è nessuno per quel lavoro». Ho risposto: «Va bene» e sono uscita dalla stanza. Quando sono giunta in portineria, mi sono sentita stranamente forte e per tutta la giornata sono rimasta al mio lavoro e mi sono sentita bene. Ho sperimentato il potere della santa obbedienza.
10.XI.37.
Quando la Madre mi mostrò l'opuscolo in cui ci sono la coroncina, le litanie
e la novena, la pregai di lasclarmelo per poterlo vedere bene. Mentre lo sfogliavo,
Gesù mi fece conoscere interiormente: «Già molte anime sono state attirate
al Mio amore da questa immagine. La Mia Misericordia agisce nelle anime tramite
quest'opera». Seppi così che molte anime avevano sperimentato la grazia
di Dio. Sono venuta a sapere che alla Madre Superiora capiterà una croce abbastanza
pesante, insieme a sofferenze fisiche, ma non durerà a lungo.
Mi era venuta l'idea di non prendere la medicina a cucchiai interi, ma poco
alla volta, poiché era cara. In quello stesso istante udìi una voce: «Figlia
Mia, questo modo di agire non Mi piace. Prendi con gratitudine tutto quello
che ti do tramite i superiori e in questo modo Mi piacerai di più».
Quando venne a mancare Suor Domenica, la notte verso l'una venne da me e mi
fece capire che era morta. Pregai fervorosamente per lei. La mattina le suore
mi dissero che era morta, risposi che lo sapevo poiché era venuta da me. La
suora infermiera mi pregò di dare una mano a vestirla. Mentre rimasi con lei,
il Signore mi fece conoscere che soffriva ancora in purgatorio. Raddoppiai le
mie preghiere per lei, ma nonostante il fervore col quale prego sempre per le
suore defunte, mi sbagliai nei giorni e, invece di offrire tre giorni di preghiere
come prescrive la regola, io per errore ne offrii due. Il quarto giorno mi fece
conoscere che le dovevo ancora delle preghiere e che ne aveva bisogno. Formulai
immediatamente l’intenzione di offrire un giorno intero per lei, e non solo
quel giorno, ma di più, secondo quanto mi suggeriva l'amore del prossimo. Dato
che Suor Domenica, dopo morta, appariva molto bella e non dava l'impressione
del cadavere, alcune suore espressero il dubbio che fosse in letargo ed una
suora mi disse di andare con lei a metterle uno specchietto davanti alla bocca
per vedere se si appannava, poiché se era viva, si sarebbe appannato. Fui d'accordo
e facemmo come avevamo detto, ma lo specchietto non si appannò, anche se a noi
sembrava che si fosse realmente appannato. Il Signore però mi fece conoscere
quanto ciò Gli fosse dispiaciuto, e venni ammonita severamente a non agire mai
contro la convinzione interiore. Mi umiliai profondamente davanti al Signore
e Gli domandai perdono. Vedo un certo sacerdote, che Iddio ama molto e satana
odia tremendamente, poiché guida ad un'elevata santità molte anime e tiene in
considerazione unicamente la gloria di Dio. Chiedo a Dio che non venga meno
la sua pazienza di fronte a coloro che lo contrastano continuamente. Satana,
dove non può nuocere direttamente, si serve degli uomini.
19.XI.1937 Oggi, dopo la santa Comunione, Gesù mi ha detto quanto desidera
venire nel cuore degli uomini. «Desidero unirMi con le anime umane; la Mia
delizia è unirMi con le anime. Sappi, figlia Mia, che quando nella santa Comunione
vengo in un cuore umano, ho le mani piene di grazie di ogni genere e desidero
donarle all'anima, ma le anime non Mi prestano nemmeno attenzione, Mi lasciano
solo e si occupano d'altro. Oh, quanto è triste per Me che le anime non conoscano
l'Amore! Si comportano con Me come con qualche cosa inerte». Ho risposto
a Gesù: «O Tesoro del mio cuore, unico oggetto del mio cuore e completa delizia
della mia anima, desidero adorarTi nel mio cuore come sei adorato sul trono
della Tua gloria eterna. Desidero ricompensarTi almeno in piccola parte col
mio amore per la freddezza di un così gran numero di anime. O Gesù, ecco il
mio cuore che è per Te una dimora, alla quale nulla ha accesso: Tu riposa in
esso come in un bel giardino. O mio Gesù, arrivederci. Io debbo andare al mio
lavoro, ma Ti dimostrerò il mio amore col sacrificio, non tralasciando né permettendo
che mi sfugga alcuna occasione per esso. Quando sono uscita dalla cappella,
la Madre Superiora mi ha detto: « Sorella, lei non andrà alla lezione di catechismo,
ma avrà servizio di turno ». Bene, Gesù, ecco che per tutta la giornata ho avuto
un numero eccezionale di occasioni per compiere sacrifici, non me ne sono fatta
sfuggire nessuna, grazie alla forza d'animo che ho attinto dalla santa Comunione.
Ci sono dei momenti nella vita, nei quali l'anima è in un tale stato, che quasi
non comprende il linguaggio umano, tutto l'affatica e nulla le dà pace, se non
una fervorosa preghiera. Nella preghiera fervorosa l'anima trova sollievo ed
anche se volesse una spiegazione da parte delle creature, esse le procurerebbero
soltanto una maggiore inquietudine.
Mentre pregavo ho conosciuto quanto è cara a Dio l'anima di Padre Andrasz. E’
un vero figlio di Dio. E’ raro che in un'anima traspaia con tanta evidenza questa
figliolanza di Dio e ciò perché ha una devozione specialissima per la Madonna.
O mio Gesù, benché io abbia in me così forti sollecitazioni, non debbo lasciarmi
trascinare e ciò unicamente per non guastare con la mia fretta la Tua opera.
O mio Gesù, mi fai conoscere i Tuoi misteri e vuoi che li trasmetta alle altre
anime. Fra non molto mi si schiuderà la possibilità di agire. La mia missione
inizierà ormai senza ostacoli, nel momento in cui sembrerà completamente annientata.
Tale è per questo la volontà di Dio, che non cambierà, anche se molte persone
saranno contrarie, ma nulla può cambiare la volontà di Dio. Vedo Don Sopocko
con la mente occupata a lavorare per la causa di Dio di fronte ai dignitari
della Chiesa, per sottoporre loro i desideri divini. Per il suo interessamento
una nuova luce risplenderà nella Chiesa di Dio per la consolazione delle anime.
Sebbene per il momento la sua anima sia strapiena d'amarezza, quasi in ricompensa
per gli sforzi che fa per Iddio, in seguito non sarà così. Vedo la sua gioia
che nulla potrà intaccare; parte di questa gioia Dio gliela concederà qui su
questa terra. Non ho incontrato una simile fedeltà a Dio, quale quella per cui
si distingue quest'anima. Oggi in refettorio, durante la cena, ho sentito lo
sguardo di Dio nel profondo del mio cuore. Una presenza così viva è penetrata
nella mia anima che per un momento non mi sono resa conto di dove fossi. La
dolce presenza di Dio ha inondato la mia anima e, in certi momenti, non capivo
quello che mi dicevano le suore. Tutto ciò che c'è di buono in me, me l'ha procurato
la santa Comunione, debbo tutto ad essa. Sento che questo sacro fuoco mi ha
trasformata completamente. Oh, come sono lieta di essere la Tua abitazione,
o Signore! il mio cuore è un tempio nel quale dimori continuamente...
G.M.G. O Gesù, delizia della mia anima, Pane degli Angeli, Tutto il mio
essere si sprofonda in Te, E vivo della Tua vita divina, come gli eletti in
paradiso, Né la realtà di una tal vita cesserà, quando riposerò nel sepolcro.
O Gesù Eucaristia, o Dio immortale, Che dimori continuamente nel mio cuore,
Quando sei con me, nemmeno la morte può danneggiarmi. L'amore mi dice che Ti
vedrò alla fine della vita. Imbevuta della Tua vita divina, Guardo tranquilla
verso i cieli aperti per me, E la morte se ne andrà delusa a mani vuote, Poiché
la Tua vita divina è assicurata in me. E dato che, per il Tuo santo volere,
o Signore, La morte deve colpire il mio corpo, Desidero che questa separazione
avvenga al più presto, Poiché con essa entrerò nella vita senza fine. O Gesù
Eucaristia, vita della mia anima, Tu mi hai innalzata alle sfere eterne, Con
la passione e l'agonia fra atroci tormenti.
26.XI.37. Ritiro spirituale mensile di un giorno. Durante questo ritiro il Signore mi ha dato la luce per una più profonda conoscenza della Sua volontà e nello stesso tempo per un completo abbandono alla santa volontà di Dio. Questa luce mi ha rafforzato in una profonda pace, facendomi comprendere che non debbo aver paura di nulla, all'infuori del peccato. Qualunque cosa Iddio mi mandi, l'accetto con totale sottomissione alla Sua santa volontà. Ovunque mi metta, procurerò di adempiere fedelmente la Sua santa volontà e di fare tutto quello che piace a Lui, per quanto ciò è nelle mie possibilità, anche se questa volontà divina sarà per me pesante e dura, come lo fu la volontà del Padre Celeste nei riguardi del Figlio Suo che pregava nell'Orto degli Ulivi. Ora mi sono resa conto che, se la volontà del Padre Celeste si adempie in questo modo nel Suo amatissimo Figlio, proprio allo stesso modo si adempirà anche in noi. Sofferenze, persecuzioni, oltraggi, disonore, per tutto questo la mia anima assomiglia a Gesù. E maggiori sono le sofferenze, tanto più mi rendo conto di assomigliare a Gesù, questa è la strada più sicura. Se ci fosse stata una strada migliore, Gesù me l'avrebbe indicata. Le sofferenze non mi tolgono affatto la pace, e d'altro canto benché goda di una pace profonda, tuttavia questa pace non mi cancella la sensazione delle sofferenze. Nonostante talvolta abbia il capo rivolto a terra e le lacrime scendano in abbondanza, tuttavia in quello stesso momento la mia anima gode di una profonda pace e felicità... Desidero nascondermi nel Tuo misericordiosissimo Cuore, come una goccia di rugiada nel calice di un fiore. Nascondimi in questo calice, per proteggermi dal gelo di questo mondo. Nessuno può comprendere la felicità in cui si delizia il mio cuore nel nascondimento, a tu per tu con Dio. Oggi ho udito una voce nell'anima: «Oh, se i peccatori conoscessero la Mia Misericordia, non ne perirebbe un così gran numero! Dì alle anime peccatrici che non abbiano paura di avvicinarsi a Me; parla loro della Mia grande Misericordia». Il Signore mi ha detto: «La perdita di ogni anima M'immerge in una tristezza mortale. Mi consoli sempre, quando preghi per i peccatori. La preghiera che Mi è più gradita è la preghiera per la conversione dei peccatori. Sappi, figlia Mia, che questa preghiera viene sempre esaudita». Si avvicina l'Avvento, desidero preparare il mio cuore alla venuta di Gesù con la mitezza ed il raccoglimento dello spirito, unendomi alla Madre Santissima ed imitando fedelmente la virtù della Sua mitezza, per la quale trovo compiacimento agli occhi di Dio stesso. Al Suo fianco confido di perseverare in questo proposito. Verso sera, quando sono entrata per un momento in cappella, ho sentito una spina tremenda sul capo. La cosa è durata per breve tempo, ma la sua trafittura è stata così dolorosa, che la testa mi è caduta di colpo sulla balaustra. Mi sembrava che quella spina fosse penetrata nel cervello. Ma non è niente. Tutto per le anime, per impetrare loro la divina Misericordia. Vivo ora per ora. Non sono in grado di comportarmi diversamente. Desidero utilizzare nel modo migliore il momento presente, compiendo fedelmente tutto ciò che esso mi offre. Mi affido in tutto a Dio con incrollabile fiducia. Ieri ho ricevuto una lettera da Don Sopocko. Ho appreso che la causa di Dio procede, sia pure lentamente. Me ne rallegro immensamente ed ho raddoppiato le mie preghiere per tutta quest'opera. Ho conosciuto che nel momento attuale Iddio per quest'opera esige da me preghiere e sacrfficio; la mia azione potrebbe realmente intralciare i piani di Dio, come mi ha scritto Don Sopocko nella lettera ricevuta ieri. O mio Gesù, concedimi la grazia di essere un docile strumento nelle Tue mani. Dalla lettera ho appreso quanta luce Iddio concede a questo sacerdote. Ciò mi conferma nella convinzione che Iddio porterà a termine quest'opera per suo mezzo, nonostante le contrarietà; che l'opera la porterà a termine, nonostante le contrarietà si accumulino. So bene che più un'opera è bella e grande, tanto più tremende sono le tempeste che si scateneranno contro di essa. Dio nei Suoi imperscrutabili disegni spesso permette che proprio coloro che si sono sobbarcati alle più grandi fatiche per qualche opera, non godano dei frutti di quell'opera su questa terra. Dio conserva tutta la loro gioia per l'eternità, ma, nonostante tutto, qualche volta fa loro conoscere quanto Gli sono graditi i loro sforzi e quei momenti danno forza a quelle anime per nuove battaglie e nuove prove. Sono le anime che assomigliano maggiormente al Salvatore, il quale nella Sua opera fondata sulla terra ha assaporato soltanto amarezza. O mio Gesù, sii benedetto per ogni cosa! Sono lieta che si compia la Tua santissima volontà. Questo è sufficiente per la mia felicità nel modo più completo. O Gesù nascosto, in Te c'è tutta la mia forza. Fin dai più teneri anni Gesù nel Santissimo Sacramento mi ha attirata a Sé. All'età di sette anni, mentre ero ai vespri e Gesù era esposto nell'ostensorio fu allora che mi venne trasmesso per la prima volta l’amore di Dio e riempì il mio piccolo cuore ed il Signore mi fece comprendere le cose divine e da quel giorno ad oggi il mio amore verso Dio nascosto è aumentato fino a raggiungere la più stretta intimità. Tutta la forza della mia anima proviene dal Santissimo Sacramento. Tutti i momenti liberi li passo a colloquio con Lui, Egli è il mio Maestro.
30.XI.37.
Verso sera, mentre salivo le scale, all'improvviso mi prese una strana svogliatezza
per tutto ciò che è divino. Ad un tratto udii satana che mi diceva: « Non pensare
affatto all'opera, Dio non ècosì misericordioso, come dici tu. Non pregare per
i peccatori, tanto essi si danneranno lo stesso e con quest'opera della Misericordia
tu stessa ti esponi alla dannazione. Non parlare mai della divina Misericordia
col confessore e specialmente non ne parlare con Don Sopoéko e con Padre Andrasz
». A questo punto la voce prese l'aspetto dell'angelo custode. Allora risposi:
« So chi sei: il padre della menzogna! ». Feci il segno della santa croce e
quell'angelo scomparve con gran fracasso e rabbia. Oggi il Signore mi ha fatto
conoscere interiormente che non mi abbandonerà. Mi ha fatto conoscere la Sua
Maestà e Santità e nello stesso tempo il Suo amore e la Sua Misericordia verso
di me e mi ha dato una conoscenza più profonda della mia miseria. Tuttavia questa
mia grande miseria non mi toglie la fiducia anzi, al contrario, in proporzione
alla conoscenza della mia miseria, si è rafforzata la mia fiducia nella divina
Misericordia. Ho compreso che tutto dipende dal Signore, so che nessuno mi torcerà
nemmeno un capello, se Lui non vuole. Oggi mentre mi accostavo alla santa Comunione,
ho notato un ostia viva nella pisside, proprio quella che il sacerdote mi ha
dato. Quando sono tornata a posto, ho chiesto al Signore: « Perché una sola
viva, quando si sa che sei egualmente vivo in tutte le ostie? ». Il Signore
mi ha risposto: «È così, sono lo stesso sotto tutte le Ostie ma non tutte
le anime Mi ricevono con una fede così viva come la tua, figlia Mia, e per questo
non posso agire nelle loro anime, come agisco nella tua anima». Santa Messa
celebrata da Don Sopocko. Durante tale Messa, alla quale sono stata presente,
ho visto il piccolo Gesù che, toccando con un ditino la fronte di quel sacerdote,
mi ha detto: «La sua mente è strettamente unita alla Mia mente e perciò sta'
tranquilla per la Mia opera, non permetterò che si sbagli, ma tu non fare nulla
senza il suo permesso». Queste parole hanno riempito la mia anima di una
grande tranquillità per l'insieme di quest'opera.
Oggi Gesù stesso mi dà la
consapevolezza di Sé, del Suo tenerissimo amore e della Sua protezione per
me, in una comprensione profonda che tutto dipende dalla Sua volontà, che permette
alcune difficoltà unicamente per i nostri meriti, perché si manifesti apertamente
la nostra fedeltà e nello stesso tempo mi viene fornita la forza per soffrire
e rinnegare me stessa. Oggi è la vigilia dell'Immacolata Concezione della SS.ma
Vergine Maria. Durante il pranzo Iddio in un attimo mi ha fatto conoscere la
grandezza del mio destino, mi ha fatto conoscere cioè la vicinanza a Dio, che
non mi verrà tolta nel corso dei secoli, e ciò in maniera così viva ed evidente,
che per lungo tempo sono rimasta profondamente assorta nella Sua viva presenza,
umiliandomi davanti alla Sua grandezza.
G.M.G. O Spirito di Dio, Spirito
di verità e di luce, Dimora in me stabilmente con la Tua divina grazia, il Tuo
soffio disperda le tenebre, E nella Tua luce si moltiplichino le opere di bene.
O Spirito di Dio, Spirito di amore e di Misericordia, Che infondi nel mio cuore
il balsamo della fiducia, La Tua grazia conferma nel bene la mia anima, Dandole
una forza invincibile: la perseveranza. O Spirito di Dio, Spirito di pace e
di letizia, Che dai sollievo al mio cuore assetato, Riversandovi la sorgente
viva dell'amore di Dio, E lo rendi intrepido per la battaglia. O Spirito di
Dio, ospite amabilissimo della mia anima, Desidero da parte mia esserti fedele,
Sia nei giorni lieti, sia nello strazio delle sofferenze. O Spirito di Dio,
desidero vivere sempre alla Tua presenza. O Spirito di Dio, che penetri nel
mio essere da parte a parte, E mi fai conoscere la Tua vita divina e trina E
mi sveli i misteri della Tua Essenza divina, Unita a Te vivrò per l'eternità.
Con grande fervore mi sono preparata a celebrare la festa dell'Immacolata
Concezione della Madre di Dio. Ho vigilato maggiormente sul raccoglimento dello
spirito ed ho meditato su questo Suo privilegio esclusivo. Per questo il mio
cuore si è immerso tutto in Lei, ringraziando Iddio per aver concesso a Maria
questo grande privilegio. Non mi sono preparata soltanto con la novena comune,
che fa assieme tutta la comunità, ma mi sono impegnata anche personalmente
per salutarLa mille volte al giorno, recitando ogni giorno per nove giorni mille
Ave Maria in Suo onore.
È già la terza volta che faccio una novena del genere
alla Madonna, quella che consiste nella recita di mille Ave Maria al giorno,
cioè novemila Ave Maria per tutta la novena. Sebbene l'abbia fatta già tre volte
in vita mia, cioè due volte che avevo un incarico e non sono venuta meno in
nulla ai miei doveri, compiendoli con la massima esattezza e l'ho fatta al di
fuori del tempo degli esercizi di pietà, cioè nè durante la santa Messa né durante
la benedizione ho recitato quelle Ave Maria ed un'altra volta ho fatto tale
novena che ero ricoverata in ospedale. Per chi realmente vuole, nulla è difficile.
Al di fuori della ricreazione pregavo e lavoravo, in quei giorni non dicevo
neppure una parola che non fosse assolutamente necessaria. Debbo riconoscere
che questa cosa richiede parecchia attenzione e sforzo, ma per onorare l'Immacolata
non c'è nulla di troppo. Solennità dell'Immacolata Concezione. Prima della santa
Comunione ho visto la Madre SS.ma di una bellezza inconcepibile. Sorridendomi
mi ha detto: «Figlia Mia, per raccomandazione di Dio debbo esserti Madre
in modo esclusivo e speciale, ma desidero che anche tu Mi sia figlia in modo
particolare. Desidero, figlia Mia carissima, che ti eserciti in tre virtù,
che per Me sono le più care e a Dio le più gradite. La prima è l'umiltà, l'umiltà,
e ancora una volta l'umiltà. La seconda virtù è la purezza. La terza virtù è
l'amore per Iddio. In qualità di figlia Mia devi risplendere in modo particolare
per queste virtù». Dopo che ebbe finito di parlare, mi ha stretto al
suo Cuore ed è scomparsa. Quando sono rientrata in me, il mio cuore è stato
attratto in modo singolare da quelle virtù e mi esercito fedelmente in esse,
che sono come scolpite nel mio cuore. Questo per me è stato un gran giorno;
in questo giorno sono stata quasi in una incessante contemplazione, in cui il
solo ricordo di questa grazia m'introduceva in una nuova contemplazione e per
tutto il giorno ho continuato a ringraziare e non finivo mai, poiché il ricordo
di questa grazia spingeva la mia anima ad immergersi di nuovo in Dio... O mio
Signore, per la verità la mia anima è la più misera e Tu ti abbassi su di lei
con tanta amabilltà. Vedo chiaramente la Tua grandezza e quanto io sono piccola;
per questo godo, perché Tu sei così potente ed immenso ed io godo enormemente
perché sono piccola. O Cristo sofferente, vengo incontro a Te; come Tua sposa
debbo essere simile a Te. Il manto dell'ignominia che ha coperto Te, deve coprire
anche me. O Cristo, Tu sai quanto ardentemente desidero assomigliare a Te. Fa'
che tutta la Tua Passione diventi mia, che tutto il Tuo dolore si riversi nel
mio cuore. Ho fiducia che adempimi questo in me nel modo che Tu riterrai opportuno.
Oggi adorazione notturna. Non ho potuto parteciparvi a causa della mia debole
salute, tuttavia prima di addormentarmi mi sono unita alle suore che erano in
adorazione. In un'ora fra le quattro e le cinque sono stata svegliata all'improvviso,
ho udito una voce che m'invitava ad unirmi alle persone che erano in adorazione
in quel momento. Ho conosciuto che fra le adoratrici c'era un'anima che pregava
per me. Quando mi sono immersa nella preghiera sono stata trasportata in ispirito
nella cappella ed ho visto Gesù esposto nell'ostensorio. Invece dell'ostensorio
ho visto il Volto adorabile del Signore. Ed il Signore mi ha detto: «Quello
che tu vedi nella realtà, queste anime lo vedono per mezzo della fede. Oh, quanto
Mi è gradita la loro grande fede! Vedi che, sebbene in apparenza non ci sia
in Me traccia di vita tuttavia in realtà essa è in tutta la sua pienezza ed
essa è racchiusa in ogni Ostia. Però perché Io possa agire in un'anima, l'anima
deve aver fede. Oh, quanto Mi è gradita la fede viva!». A questa adorazione
partecipava la Madre Superiora assieme ad altre suore. Ma ho conosciuto che
la preghiera della Madre Superiora aveva smosso il cielo. Ho gioito per il fatto
che ci sono delle anime tanto care a Dio. Quando l'indomani, durante la ricreazione,
ho domandato quali suore avessero avuto l'adorazione fra le ore quattro e le
cinque, una suora ha esclamato: « E perché lo vuoi sapere? Avrà avuto di sicuro
qualche rivelazione ». Tacqui e non dissi nient'altro, sebbene venissi interrogata
anche dalla Madre Superiora. Non potevo rispondere, poiché non era il momento
opportuno. Una volta una suora mi confidò che intendeva scegliersi come direttore
spirituale un certo sacerdote. Mi disse questo tutta contenta e mi chiese di
pregare per quell'intenzione; cosa che promisi. Quando pregai, conobbi che quell'anima
non avrebbe riportato profitto spirituale da quella direzione. Nel successivo
incontro quell’anima mi parlò di nuovo della sua gioia per quella direzione
spirituale. Io condivisi la sua gioia, ma quando ella se ne andò, venni rimproverata
severamente. Gesù mi disse che avrei dovuto risponderle come mi aveva fatto
conoscere durante la preghiera, cosa che feci alla prima occasione, sebbene
mi sia costato molto. Oggi per un breve momento ho sentito il dolore della corona
di spine. Stavo pregando allora per una certa anima davanti al SS.mo Sacramento.
All'improvviso provai un dolore così acuto, che la testa mi cadde sulla balaustra,
benché il momento sia stato breve, ma molto doloroso. O Cristo, dammi le anime!
Manda su di me tutto quello che vuoi, ma in cambio dammi le anime. Desidero
la salvezza delle anime; desidero che le anime conoscano la Tua Misericordia.
Non ho nulla per me, perché ho distribuito tutto alle anime, così che nel giorno
del giudizio starò davanti a Te con niente, perché ho distribuito ogni cosa
alle anime; e perciò non avrai di che giudicarmi e in quel giorno ci incontreremo:
l'Amore con la Misericordia...
G.M.G. O Gesù nascosto, vita della mia anima, Oggetto del mio ardente desiderio,
Nulla soffocherà il Tuo amore nel mio cuore. Così m'assicura la forza del nostro
reciproco amore. O Gesù nascosto, pegno adorabile della mia risurrezione, In
Te si concentra tutta la mia vita. Tu, Ostia, mi rendi capace di amare eternamente,
E so che anche Tu mi amerai come Tua figlia. O Gesù nascosto, mio purissimo
amore, La mia vita iniziata con Te su questa terra, Svilupperà in pienezza nell'eternità
futura, Poiché il nostro reciproco amore non muterà mai. O Gesù nascosto, la
mia anima desidera Te solo, Tu sei per me più delle delizie del paradiso, La
mia anima più dei doni e delle grazie attende Te, Che vieni a me sotto l'apparenza
del pane. O Gesù nascosto, prendi il mio cuore assetato di Te, Che arde per
Te del puro fuoco d'un serafino, Seguendo nella vita imperterrito le Tue orme,
A fronte alta come un cavallere, pur essendo una debole fanciulla. Da un mese
sto peggio e ad ogni colpo di tosse sento la decomposizione nei miei polmoni.
Mi capita qualche volta di sentire che il mio cadavere va in totale decomposizione.
È difficile esprimere quanto sia grande una simile sofferenza. Sebbene con la
volontà io accetti ciò nel modo più deciso, tuttavia per la natura è una grande
sofferenza, più grande che portare il cilicio e flagellarsi a sangue. Ne ho
risentito maggiormente andando in refettorio, dove facevo grandi sforzi per
mangiare qualcosa, dato che i cibi mi davano la nausea. In quel periodo han
cominciato a prendermi anche dolori agli intestini; tutti i cibi più piccanti
mi procuravano tremendi dolori, tanto che più di una notte mi sono divincolata
fra spasmi lancinanti e lacrime a vantaggio dei peccatori. Ho chiesto però al
confessore come dovevo comportarmi, se dovevo continuare a sopportare tutto
ciò per i peccatori, oppure chiedere alla Superiora un'eccezione e cibi più
leggeri. Il confessore ha deciso che dovevo chiedere alle Superiore cibi leggeri
e mi sono comportata secondo l'indicazione del confessore, vedendo che questa
umiliazione è più gradita a Dio. Un giorno m'era venuto il dubbio che non fosse
possibile sentire continuamente odore di un organismo in decomposizione e nello
stesso tempo camminare e lavorare. Non si trattava per caso di un'illusione?
Ma d'altra parte non poteva essere un'illusione, dato che mi procurava una sofferenza
tremenda. Mentre pensavo a questo, è venuta da me una delle suore, per scambiare
due parole. Dopo un palo di minuti ha fatto un'orribile smorfia e mi ha detto:
« Io qui, sorella, sento odore di cadavere, esattamente come se andasse in putrefazione.
È spaventoso! ». Le risposi: «Non si spaventi, sorella, sono io che puzzo
di cadavere». Rimase assai meravigliata, ma disse di non poter resistere
più a lungo. Quando se ne fu andata, compresi che Dio aveva fatto sentire così
alla suora, per togliere a me ogni dubbio e che Egli nascondeva alla comunità
la mia sofferenza in modo addirittura miracoloso. O mio Gesù, solo Tu conosci
la profondità del mio sacrificio. Tuttavia in refettorio dovetti sopportare
ancora più di un sospetto di essere difficile nel mangiare. Allora come al solito
vado in fretta accanto al tabernacolo, m'inchino davanti alla pisside ed attingo
la forza per uniformarmi alla volontà di Dio. Quello che ho scritto, non è tutto.
Oggi, durante la santa confessione, il confessore spezzando spiritualmente l'oplatek
con me, mi ha fatto i seguenti auguri: «Sia fedelissima alla grazia di Dio.
Secondo: impetri la Misericordia di Dio per sé e per il mondo intero, poiché
tutti abbiamo molto, molto bisogno della divina Misericordia». Due giorni prima
delle feste vennero lette in refettorio queste parole: « Domani è la nascita
di Gesù Cristo secondo la carne ». A queste parole la mia anima fu trapassata
dalla luce e dall'amore di Dio e compresi più a fondo il mistero dell'Incarnazione.
Quale grande Misericordia divina è racchiusa nel mistero dell'Incarnazione del
Figlio di Dio! Oggi il Signore mi ha fatto conoscere la sua ira contro l'umanità,
che per i suoi peccati merita che vengano accorciati i suoi giorni. Mi ha fatto
conoscere inoltre che l'esistenza del mondo è sostenuta dalle anime elette,
cioè gli ordini religiosi. Guai al mondo, se venissero a mancare gli ordini
religiosi!
G.M.G. Eseguo ogni azione di fronte alla morte, La eseguo adesso come desidero
vederla nell'ultima ora; Pur se la vita vola rapida come un turbine Nessuna
azione intrapresa in Dio andrà perduta. Sento la completa decomposizione del
mio organismo, Benché io viva e lavori ancora, La morte per me non sarà una
tragedia, Poiché la sento da molto tempo. Benché per la natura sia molto penoso
Sentir continuamente il lezzo del proprio cadavere, Non è poi così tremendo,
se la luce di Dio inonda l'anima, Poiché in essa si risveglia la fede, la speranza,
l'amore e il pentimento. Tutti i giorni faccio sforzi di ogni genere, Per partecipare
alla vita comunitaria, E con ciò impetrare grazie per la salvezza delle anime,
Riparandole coi miei sacrifici dal fuoco dell'inferno. Difatti per la salvezza
anche di una sola anima, Val la pena sacrificarsi per tutta la vita, E sopportare
i più grandi sacrifici e tormenti, Vedendo qual grande gloria ne riceve Dio.
Signore, benché Tu spesso mi faccia conoscere i fulmini della Tua indignazione,
tuttavia la Tua ira scompare di fronte ad un'anima che si umilia. Sebbene Tu
sia grande, Signore, tuttavia Ti lasci vincere da un'anima sottomessa e profondamente
umile. O umiltà, virtù preziosissima, quanto sono poche le anime che Ti posseggono!
Vedo ovunque solo l'apparenza di questa virtù, ma la virtù stessa non la vedo.
Annientami, Signore, ai miei propri occhi, affinché possa trovare grazia agli
occhi Tuoi santi.
Vigilia di Natale 1937. Dopo la santa Comunione la Madonna mi fece
conoscere la preoccupazione che aveva avuto nel Suo Cuore a motivo del Figlio
di Dio. Ma tale preoccupazione era stracolma di tanto profumo di rassegnazione
alla volontà di Dio, che la chiamerei piuttosto delizia e non preoccupazione.
Ho compreso in che modo la mia anima deve accettare qualunque volere di Dio.
Peccato che io non sappia descrivere ciò così come l'ho conosciuto. La mia anima
è rimasta per tutta la giornata in un raccoglimento più profondo, dal quale
niente è riuscito a strapparla, né i suoi doveri, né i rapporti avuti con persone
secolari. Prima del cenone sono andata un momento in cappella per scambiare
spiritualmente l'oplatek con le persone che mi amano e sono care al mio cuore,
ma sono lontane. Prima di tutto mi sono immersa in una profonda preghiera ed
ho chiesto al Signore grazie per loro e poi per ciascuna in particolare. Gesù
mi ha fatto conoscere quanto ciò Gli sia gradito ed una gioia ancora più grande
ha riempito la mia anima, nel vedere che Iddio ama in modo particolare coloro
che noi amiamo.
Entrata in refettorio, durante la lettura tutto il mio essere
venne immerso in Dio. Vidi interiormente lo sguardo di Dio diretto su di noi
con grande compiacimento. Rimasi a tu per tu col Padre Celeste. In quel momento
conobbi più a fondo le Tre Persone divine che contempleremo per tutta l'eternità,
e dopo milioni di anni ci renderemo conto di aver appena iniziato la nostra
contemplazione. Oh, quanto è grande la Misericordia di Dio, che ammette l'uomo
ad una così grande partecipazione alla Sua divina felicità, ma nello stesso
tempo che gran dolore trafigge il mio cuore per il fatto che molte anime disprezzano
questa felicità! Quando cominciammo a scambiarci l'oplatek, regnò un sincero,
reciproco affetto. La Madre Superiora mi fece gli auguri con queste parole:
« Sorella, le opere di Dio vanno adagio, perciò non abbia fretta ». In genere
tutte le suore con grande affetto mi augurarono sinceramente quello che desideravo
maggiormente. M'accorsi che quesri auguri provenivano veramente dal cuore, ad
eccezione di una suora che, sotto i suoi auguri, nascondeva la malignità. La
cosa però non mi fece soffrire molto, poiché avevo l'anima inebriata di Dio,
ma m'illuminò sul perché Iddio si comunicasse così poco a quell'anima e conobbi
che essa cercava sempre se stessa, perfino nelle cose sante. Oh, quanto è buono
il Signore, che non mi permette di andare fuori strada e so che mi custodirà
gelosamente, ma solo fino a quando resterò piccola, poiché a Lui, Sovrano eccelso,
piace intrattenersi coi piccoli, mentre i grandi li osserva da lontano e li
contrasta. Sebbene desiderassi vegliare un po' prima della Messa di Mezzanotte,
non mi fu possibile, poiché m'addormentai subito anche perché mi sentivo molto
debole. Però quando suonarono per la Messa di Mezzanotte, mi alzai immediatamente,
sebbene mi vestissi con molta fatica, poiché ogni momento mi sentivo svenire.
Quando giunsi alla Messa di Mezzanotte, subito fin dall'inizio m'immersi tutta
in un profondo raccoglimento, nel quale vidi la Capanna di Betlemme inondata
da tanta luce. La Vergine SS.ma avvolgeva nei pannolini Gesù, tutta assorta
in un grande amore. San Giuseppe invece dormiva ancora. Solo quando la Madonna
depose Gesù nella mangiatoia, la luce divina svegliò Giuseppe che si unì a lei
nella preghiera. Dopo un po' rimasi io sola col piccolo Gesù, che allungò le
Sue manine verso di me ed io compresi che Lo dovevo prendere in braccio. Gesù
appoggiò la Sua testina sul mio cuore e con uno sguardo profondo mi fece comprendere
che stava bene accanto al mio cuore. In quel momento Gesù scomparve e suonò
il campanello per la santa Comunione. La mia anima non riusciva a reggersi dalla
gioia. Verso la fine della santa Messa però mi sentii così debole, che dovetti
uscire dalla cappella e andare nella mia cella. Non fui più in grado di partecipare
al tè con la comunità. Ma la mia gioia fu grande per tutta la durata delle feste,
poiché la mia anima rimase unita al Signore senza interruzione. Conobbi che
ogni anima vorrebbe le consolazioni divine, ma non rinuncia per nessun motivo
alle consolazioni umane, e purtroppo le due cose non sono assolutamente conciliabili
fra di loro. Durante questo periodo festivo ho avvertito che alcune anime pregavano
per me. Sono felice che ci sia fin d'ora su questa terra una tale unione e conoscenza
spirituale. O mio Gesù, sia gloria a Te per ogni cosa. Nelle più gravi tribolazioni
dell'anima sono sempre sola. Ma non sola, perché sono con Te, o Gesù, però qui
parlo di persone umane. Nessuna creatura umana comprende il mio cuore, ma ora
non mi meraviglio più di questo, mentre in passato me ne meravigliavo, quando
le mie intenzioni venivano condannate e male interpretate; ora non me ne meraviglio
affatto. Gli uomini non sanno scorgere l'anima, essi vedono il corpo e secondo
questo corpo giudicano. Ma per quanto è distante la terra dal cielo, così sono
distanti i pensieri di Dio dai nostri pensieri. Io stessa ho sperimentato che
abbastanza spesso avviene che... Il Signore mi ha detto: «Non deve interessarti
per niente come si comportano gli altri; tu comportati come ti ordino Io. Devi
essere una Mia copia vivente tramite l'amore e la Misericordia». Risposi:
« Ma, Signore, abusano spesso della mia bontà ». «Non importa, figlia Mia,
non te ne curare, tu sii sempre misericordiosa con tutti e specialmente con
i peccatori».
«Quanto mi addolora che le anime si uniscano così poco
a Me nella santa Comunione! Attendo le anime ed esse sono indifferenti per Me.
Le amo con tanta tenerezza e sincerità ed esse non si fidano di Me. Voglio colmarle
di grazie, ma esse non vogliono riceverle. Trattano con Me come con una cosa
inerte eppure ho un cuore pieno d'amore e di Misericordia. Affinché tu possa
conoscere almeno un po' il Mio dolore, pensa alla più tenera delle madri, che
ama molto i suoi figli, ma i figli disprezzano l'amore della madre. Immagina
il suo dolore, nessuno riuscirà a consolarla. Questa è un'immagine ed una pallida
somiglianza del Mio amore. Scrivi, parla della Mia Misericordia. Dì alle anime
dove debbono cercare le consolazioni cioè nel tribunale della Misericordia,
lì avvengono i più grandi miracoli che si ripetono continuamente. Per ottenere
questo miracolo non occorre fare pellegrinaggi in terre lontane né celebrare
solenni riti esteriori, ma basta mettersi con fede ai piedi di un Mio rappresentante
e confessargli la propria miseria ed il miracolo della Divina Misericordia si
manifesterà in tutta la sua pienezza. Anche se un'anima fosse in decomposizione
come un cadavere ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione
e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina Misericordia
risusciterà quest'anima in tutta la sua pienezza. Infelici coloro che non approfittano
di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo invocherete invano, quando
sarà troppo tardi!».
G.M.G. ANNO 1938 - PRIMO GENNAIO Salve, anno nuovo, in cui la mia perfezione
verrà rifinita. Ti ringrazio in anticipo, Signore, per tutto quello che mi manderà
la Tua benevolenza. Ti ringrazio per il calice delle sofferenze, dal quale berrò
ogni giorno. Non ridurre la sua amarezza, Signore, ma rafforza le mie labbra,
affinché assaporando l'amarezza io sappia sorridere per amor Tuo, o mio Maestro.
Ti ringrazio per tutte le consolazioni e le grazie che non sono in grado di
enumerare, che ogni giorno scendono su di me silenziose ed invisibili, come
la rugiada del mattino, in modo che nessun occhio di qualche creatura curiosa
possa scorgerle, ma che conosciamo soltanto Tu e io, o Signore. Per tutto questo
Ti ringrazio fin d'ora, poiché nel momento in cui mi porgerai il calice, forse
il mio cuore non sarà in grado di ringraziarTi. Ecco che oggi con proposito
d'amore mi sottometto completamente alla Tua santa volontà, o Signore, ed ai
Tuoi giustissimi decreti, che per me sono sempre i più benevoli e pieni di Misericordia,
benché talvolta non li comprenda e non riesca a penetrarli fin nel profondo.
O mio Maestro, ecco affido a Te completamente il timone della mia anima, guidala
Tu stesso secondo il Tuo divino compiacimento. Mi chiudo nel Tuo cuore compassionevole,
che è un mare di insondabile Misericordia.
Termino l'anno vecchio con la sofferenza
ed incomincio l'anno nuovo pure con la sofferenza. Due giorni prima di capodanno
ho dovuto mettermi a letto; mi sentivo molto male, una forte tosse mi aveva
indebolito ed inoltre continui dolori intestinall e nausee mi avevano esaurita
molto. Siccome non potevo andare alle comuni pratiche religiose, mi sono unita
spiritualmente a tutta la comunità. Quando le consorelle si alzarono alle undici
di notte, per vegliare e salutare l'anno nuovo, io dal crepuscolo fino alla
mezzanotte continuai a torcermi fra i dolori. Unii la mia sofferenza alle preghiere
delle suore che vegliavano in cappella in riparazione delle offese fatte a Dio
dai peccatori. Quando suonò la mezzanotte, la mia anima s’immerse in un raccoglimento
più profondo ed udìi nell'anima una voce: «Non aver paura, bambina Mia, non
sei sola, combatti con coraggio, poiché il Mio braccio ti sostiene. Combatti
per la salvezza delle anime, esortandole alla fiducia nella divina Misericordia,
poiché questo è il tuo compito nella vita presente ed in quella futura».
Dopo queste parole ebbi una comprensione più profonda della divina Misericordia.
Sarà dannata solo quell'anima che lo vorrà essa stessa, Iddio non condanna nessuno
alla dannazione. Oggi è la festa di capodanno. La mattina mi sono sentita così
male, che sono andata appena nella cella vicina per la santa Comunione. Non
ho potuto andare alla santa Messa, mi sentivo mancare e per la stessa ragione
ho fatto il ringraziamento a letto. Avevo tanto desiderato andare alla santa
Messa e poi a confessarmi da Padre Andrasz, ma mi sentivo così male che non
ho potuto andare né alla santa Messa né a confessarmi. Per questo motivo la
mia anima ha avuto un grande dispiacere. Dopo colazione venne da me la suora
infermiera a chiedermi: “Sorella, perché non è andata alla santa Messa?». Risposi
che non avevo potuto andarci. Scosse la testa con aria di disapprovazione e
disse: «Una festa così grande e lei non va a Messa!», ed usii dalla mia cella.
Per due giorni rimasi a letto contorcendomi per i dolori e non venne mai a trovarmi.
E il terzo giorno quando venne non mi chiese nemmeno se potevo alzarmi, ma subito
con voce concitata mi domandò perché non mi ero alzata per andare alla santa
Messa. Quando rimasi sola provai ad alzarmi, ma mi mancarono di nuovo le forze,
perciò me ne restai a letto pienamente tranquilla. Tuttavia il mio cuore aveva
molto da offrire al Signore, unendosi a Lui spiritualmente durante la seconda
santa Messa. Terminata la seconda santa Messa, venne di nuovo da me la suora
infermiera ma questa volta col termometro, quindi come infermiera. La febbre
però non l'avevo, ma ero molto malata non riuscendo ad alzarmi. E allora giù
una nuova predica, che non dovevo lasciarmi vincere dalla malattia. Le risposi
che lo sapevo che da noi una è considerata gravemente ammalata solo quando sta
già in agonia. Tuttavia, vedendo che continuava a farmi la morale, risposi che
per il momento non mi servivano esortazioni allo zelo e restai nuovamente sola
nella mia cella. Il dolore mi Strinse il cuore e l'amarezza m'inondò l'anima
e ripetei queste parole: « Benvenuto anno nuovo! Benvenuto calice dell'amarezza!
». O mio Gesù, il mio cuore si lancia verso di Te, ma la gravità della malattia
non mi permette di partecipare fisicamente alle funzioni e vengo sospettata
di pigrizia. La sofferenza è aumentata. Dopo il pranzo si affacciò un momento
la Madre Superiora, ma se ne andò subito. Avevo intenzione di chiedere che Padre
Andrasz venisse nella cella, in modo che potessi confessarmi, ma mi trattenni
dal fare questa richiesta per due considerazioni: la prima, per non dare motivo
di mormorazione, com'era già avvenuto con la santa Messa; la seconda, perché
forse non avrei potuto nemmeno confessarmi, poiché sentivo che sarei scoppiata
a piangere come una bambina. Dopo un momento viene una delle suore e di nuovo
mi fa osservazione che sulla stufa c'è del latte con del burro. « Perché non
lo beve, sorella? ». Risposi che non c'era nessuno che me lo portasse.
Quando
venne la notte, le sofferenze fisiche aumentarono e vi si aggiunsero anche le
sofferenze morali. Notte e sofferenza. La solenne quiete notturna mi diede la
possibilità di soffiire liberamente. Il mio corpo si distese sul legno della
croce, mi divincolai in dolori tremendi fino alle undici. Mi trasferii in ispirito
accanto al tabernacolo e scoprii la pisside, appoggiando il capo al bordo del
calice, e tutte le mie lacrime scesero silenziose nel Cuore di Colui che solo
comprende il dolore e la sofferenza. E provai dolcezza in tale sofferenza e
la mia anima desiderò questa dolce agonia, che non avrei scambiato con nessun
tesoro del mondo. il Signore mi diede la forza d'animo e l'amore verso coloro
per causa dei quali mi viene la sofferenza. Ecco il primo giorno dell'anno.
In quel giorno sentii anche la preghiera di una anima bella, che pregava per
me, dandomi in ispirito la sua benedizione sacerdotale. A mia volta risposi
con una fervorosa preghiera.
O benignissimo Signore, quanto sei misericordioso,
dato che giudichi ciascuno secondo la sua coscienza e conoscenza e non secondo
le chiacchiere degli uomini. Il mio spirito è sempre più rapito e nutrito dalla
Tua sapienza che conosco sempre piùa fondo e qui mi si rivela ancora più chiaramente
l'enormità della Tua Misericordia. O mio Gesù, tutta questa conoscenza produce
nella mia anima quest'effetto, che mi trasformo in un fuoco d'amore verso Te,
o mio Dio.
2.1.1938. Oggi mentre mi stavo preparando alla santa Comunione, Gesù mi
ha chiesto di scrivere di più, non solo sulle grazie che mi concede, ma su fatti
esteriori, e ciò a consolazione di molte anime.
Dopo questa notte di sofferenze,
quando il sacerdote entrò con Gesù nella mia cella, un tale ardore s'impadronì
di tutto il mio essere che sentii che, se il sacerdote si fosse dilungato ancora
un momento, Gesù stesso sarebbe sfuggito dalle sue mani e sarebbe venuto da
me. Dopo la santa Comunione il Signore mi ha detto: «Se il sacerdote non
Mi avesse portato da te, sarei venuto Io stesso sotto questa stessa specie.
Figlia Mia, le tue sofferenze di questa notte hanno ottenuto la grazia della
Misericordia ad un gran numero di anime».
«Figlia Mia, debbo dirti
qualche cosa». Ho risposto: « Parla, Gesù, che sono assetata delle Tue parole
». «Non Mi piace che ti lasci guidare dalle mormorazioni delle suore e per
questo non hai fatto venire Padre Andiasz nella cella. Sappi che con ciò hai
dato loro un motivo maggiore per mormorare». Chiesi perdono al Signore con
grande umiltà. O mio Maestro, rimproverami, non mi lasciar passare nulla ed
impediscimi di commettere errori.
O mio Gesù, quando non sono compresa e la
mia anima è tormentata, desidero restare un momento sola con Te. I discorsi
delle creature umane non mi danno conforto, perciò non mandarmi, Signore, dei
messaggeri che mi dicono soltanto ciò che proviene da loro, ciò che detta loro
la propria natura. Cconsolatori di questo genere mi affaticano molto.
6.1.1938.
Oggi quando il cappellano ha portato Gesù, è uscita una luce dall'Ostia
che col suo raggio ha colpito il mio cuore, colmandomi di un grande fuoco d'amore.
Gesù mi ha fatto conoscere che debbo rispondere con maggior fedeltà alle ispirazioni
della grazia, in modo che la mia vigilanza sia più attenta.
Il Signore mi
ha fatto conoscere anche che molti vescovi stavano riflettendo su questa festa,
come pure un signore del laicato. Alcuni erano entusiasti dell'opera divina,
altri si mantenevano increduli, ma nonostante tutto l'opera di Dio ne uscì gloriosamente.
Madre Irene e Madre Maria Giuseppina fecero una specie di relazione di fronte
a quei dignitari, ma non furono tanto interrogate sull'opera, quanto su di me.
Per quanto riguarda l’opera, non c'erano più dubbi, poiché la gloria di Dio
risuonava già da varie parti. Oggi mi sento molto meglio, la cosa mi ha fatto
piacere, così potrò riflettere di più quando farò l'ora santa. Ad un tratto
ho udito una voce: «Non guarirai e non rimandare il sacramento della confessione,
poiché ciò non Mi piace. Fa' poco caso alle mormorazioni di chi ti sta attorno».
La cosa mi ha meravigliato dato che oggi mi sento meglio, ma non ho pensato
più a questo. Quando la suora ha spento la luce, ho cominciato l'ora santa.
Dopo un momento però il cuore ha iniziato a darmi fastidio. Fino alle undici
ho sofferto in silenzio, ma in seguito mi son sentita così male che ho svegliato
suor N., che abita con me, e mi ha dato delle gocce che mi hanno alleviato un
po' il dolore, tanto da potermi allungare sul letto. Ora comprendo l'avvertimento
del Signore. Ho deciso che l'indomani avrei chiamato qualunque sacerdote e
gli avrei svelato i segreti della mia anima. Ma questo non è tutto, poiché pregando
per i peccatori ed offrendo tutte le sofferenze sono andata incontro agli attacchi
del demonio. Lo spirito maligno non poteva sopportare questo. Mi si è presentato
sotto forma di fantasma e questo fantasma mi ha detto: «Non pregare per i peccatori
ma per te stessa, poiché sarai dannata». Senza badare affatto a satana, pregai
con raddoppiato fervore per i peccatori. Lo spirito maligno urlò di rabbia:
«Oh, se avessi potere su di te!» e scomparve. Ho conosciuto che la mia sofferenza
e la mia preghiera avevano tenuto legato satana ed avevo strappato molte anime
dai suoi artigli. O Gesù, amante della salvezza umana, attira tutte le anime
alla vita divina, sia glonficata la grandezza della Tua Misericordia qui sulla
terra e nell'eternità. O grande amante delle anime, Tu nella Tua inesauribile
compassione hai aperto le sorgenti salutifere della Misericordia, affinché
rafforzino le anime deboli durante il pellegrinaggio della vita. La tua Misericordia,
come un filo d'oro, ci accompagna per tutta la vita e mantiene i contatti della
nostra esistenza con Dio in ogni campo. Dio non ha bisogno di nulla per essere
felice e pertanto ogni cosa è unicamente opera della Sua Misericordia. I sensi
mi vengono meno per la gioia quando Iddio mi fa conoscere più a fondo questo
Suo grande attributo, cioè la Sua insondabile Misericordia.
7.1.1938.
Primo venerdì del mese. La mattina durante la santa Messa ho visto per un momento
il Salvatore sofferente. Quello che mi ha colpita è il fatto che Gesù fosse
così tranquillo in mezzo a grandi sofferenze. Ho compreso che è un insegnamento
per me, sul modo di comportarmi all'esterno in mezzo alle varie sofferenze.
Per un lungo momento ho sentito i dolori alle mani, al piedi ed al fianco. All'improvviso
ho visto un certo peccatore che ricavava profitto dalle mie sofferenze e si
avvicinava al Signore. Tutto per le anime affamate, perché non muoiano di fame.
Oggi mi sono confessata dal reverendo cappellano. Gesù mi ha confortato per
mezzo di questo sacerdote. O Madre mia, o Chiesa di Dio, tu sei una vera Madre
che comprendi i tuoi figli... Oh, quanto fa bene sapere che Gesù ci giudicherà
secondo la nostra coscienza e non secondo le chiacchiere ed i giudizi degli
uomini. O bontà inconcepibile, ti vedo traboccare di bontà perfino nell'emettere
i giudizi. Benché mi senta debole e la natura esiga che mi riposi, sento l'ispirazione
della grazia a vincermi ed a scrivere, a scrivere per la consolazione delle
anime che amo tanto e con le quali dividerò l'eternità intera. Desidero per
loro la vita eterna tanto ardentemente che utilizzo tutti i momenti liberi,
anche molto brevi, per scrivere e ciò proprio come vuole Gesù.
8.1.1938
Durante la santa Messa ho avuto una conoscenza momentanea su Don S. Ho conosciuto
che dai nostri comuni sforzi Dio riceve tanta gloria e che, sebbene lontani,
stiamo spesso insieme, poiché ci unisce lo stesso scopo. O mio Gesù, unico mio
desiderio, sebbene oggi desiderassi riceverTi nel mio cuore con un ardore più
grande che mai, la mia anima proprio oggi è arida come non era mai accaduto.
La mia fede si rafforza e quindi i frutti della Tua venuta saranno abbondanti.
Talvolta Tu vieni da me senza sfiorare i sensi e regni nella parte più alta
del mio essere, ma qualche volta anche i sensi si rallegrano per la Tua venuta.
Chiedo spesso a Gesù un'intelligenza illuminata dalla fede. Lo esprimo al Signore
con queste parole: « O Gesù, dammi l'intelligenza e una grande intelligenza,
unicamente per conoscere meglio Te, poiché più Ti conosco, più ardentemente
Ti amo. Gesù, Ti chiedo una forte intelligenza per comprendere le cose divine
e superiori. Gesù, dammi una grande intelligenza, con la quale potrò conoscere
la Tua Essenza divina e la Tua vita interiore e trinitaria. Rendi capace la
mia mente con una Tua grazia speciale. Benché io sappia che la capacità tramite
la grazia ci vien data dalla Chiesa, tuttavia c'è un grande tesoro di grazie,
che Tu, Signore, concedi a seguito delle nostre preghiere. E se la mia richiesta
non Ti piace, Ti prego di non darmi alcun desiderio per tale preghiera. M'impegno
a raggiungere la più grande perfezione per essere utile alla Chiesa. Il mio
legame con la Chiesa è molto ampio. Sia la santità che la caduta di ogni singola
anima si ripercuotono su tutta la Chiesa. Io, osservando me stessa e coloro
che mi stanno vicino, mi sono resa conto della grande influenza che esercito
sulle altre anime, non con atti eroici, che colpiscono per sé stessi, ma con
atti minimi, come il movimento di una mano, uno sguardo e molte altre cose che
non sto a specificare e tuttavia agiscono e si rifiettono sulle altre anime.
Questo è quanto ho constatato io stessa. Com'è bene che la regola imponga un
silenzio rigoroso nelle camere da letto e che non permetta di trattenervisi
se non in caso di assoluta necessità. Attualmente io occupo una cameretta nella
quale dormiamo in due, ma quando sono stata male ed ho dovuto mettermi a letto,
ho sperimentato quanto è fastidioso se qualcun altro sta di continuo nella stessa
camera. Suor N. aveva un certo lavoro manuale, per cui se ne stava seduta quasi
tutto il tempo in camera ed un'altra suora veniva ad insegnarle il lavoro. Quanto
ciò mi abbia dato fastidio è difficile dirlo. Quando si è malati e si è passata
la notte fra i dolori, ogni parola ti batte nel cervello e proprio quando gli
occhi tentano di chiudersi per un po' di sonno. O regola, quanto amore c'è in
te!... Durante i vespri, mentre si cantava il Magniflcat, giunti alle parole
« mostrò la potenza del Suo braccio », un profondo raccoglimento ha invaso la
mia anima ed ho conosciuto e compreso che fra poco il Signore compirà la Sua
opera nella mia anima. Non mi stupisco adesso che il Signore non mi abbia svelato
tutto prima d'ora.
Perché sei triste oggi, Gesù? Dimmi, quale è la causa della
Tua tristezza? E Gesù mi rispose: «Le anime elette che non hanno il Mio spirito,
che vivono secondo la lettera, e questa lettera l'hanno messa sopra al Mio spirito,
sopra allo spirito dell'amore. Tutta la Mia legge l'ho basata sull'amore, e
invece non vedo quest'amore nemmeno negli ordini religiosi, perciò la tristezza
Mi riempie il Cuore».